Ironman, eXtremeMan di Nagyatad: La nuova avventura ungherese delle Fiamme Cremisi

04.08.2018 17:31 di Daniela Acciardi  articolo letto 412 volte
Fiamme Cremisi
Fiamme Cremisi

Due nuovi ironman e una staffetta al traguardo, è questo il  lusinghiero bottino della spedizione 2018 all’ExtremeMan di Nagyatad che anche quest’anno, nell’ultimo week end di luglio, ha visto rinnovarsi il patto di amicizia fra San Vito al Tagliamento e la bella ed accogliente cittadina ungherese.

Obiettivo raggiunto per il mestrino Massimo Coppo che ritorna alla distanza più lunga e prestigiosa del triathlon al termine di una gara che ha saputo mostrare difficoltà e insidie ma anche le giuste risorse per superarle. Bene anche Nicola Vettorato (Fiamme Cremisi) che completa il suo primo Ironman di carriera e accumula ulteriori crediti nel già di per sé  ricco  ranking di squadra.

La gara si apre in un insolito clima fresco e piovoso, come ormai da tempo non eravamo più abituati in questa stagione. Alle ore 07:30 del 28/07/2018 lo sparo di inizio gara squarcia i cuori dei mille partecipanti alla competizione che si precipitano in acqua come invasati da chissà quali demoni. è Massimo Coppo, fra i nostri, a dettare  il passo in acqua; chiude i 3,8 km  in 1:17:41 seguito da Nicola Vettorato con  1:41:20.

A un 1h:20” dal precedente start, mentre già i primi aspiranti ironman inforcano le loro bici da corsa, prendono ufficialmente il via le staffette. Sono io a tuffarmi in acqua per primo per il “Belvedere Street Team”  subentrato, a  31’:57” dal via, da Gilles Peyroche che chiude la frazione nuoto in  01:02:28 minuti con uno straordinario parziale di 30’:31”; il testimone ritorna poi nuovamente a me per il primo tratto della sessione bike. E’ mio quest’anno il primo tratto dei 75 Km che va dal lago al circuito cittadino, seguiranno per la sessione bike, altri 3 giri da 35 Km ciascuno da dividersi fra gli altri due miei compagni di squadra.  Mentre gli iroman  gestiscono con parsimonia le loro riserve energetiche gli staffettisti bruciano con spensierata baldanza gli ultimi ritardatari dell’ironman. La debole pioggia delle prime luci dell’alba non è ora che uno sbiadito ricordo dopo aver lasciato gradatamente il posto alla calura estiva.

Al termine del primo tratto di trasferimento in bici è quindi il turno dell’esordiente Ester Avoncelli che chiude i suoi due giri con una ragguardevole media oraria. E’ poi la volta di Gilles Peyrosche che in un  solo giro rinvigorisce il già lusinghiero vantaggio conseguito.

Si entra ora nel vivo della gara,  tutto si decide nei successivi 42 km di corsa che restano, i più duri, decisamente! Nella staffetta Gilles divora con passo sicuro i primi 2 giri del percorso urbano seguito rispettivamente da Ester e da Franco con un giro a testa, poi nuovamente Gilles con altri 2 giri, ancora uno a me per poi cedere cavallerescamente il testimone nelle mani di Ester per l’ultimo giro d’onore. Il traguardo ci vede transitare in un abbraccio fraterno al lusinghiero tempo di 11:13:36.

Nel frattempo la gara si fa sempre più logorante per gli ironman, l’onere delle frazioni precedenti, unito al peso degli attuali 42 Km di corsa, reclamano ora il loro prezzo! Difficile nascondere la sofferenza sotto quel sole cocente del tardo pomeriggio, di tanto in tanto la corsa si trasforma in camminata per poi riprendersi ma Massimo e Nicola non mollano,  stringono i denti  e, incoraggiati anche dai compagni di squadra, tagliano il traguardo rispettivamente in  14:05:05 e 14:49:33.

Questa la stringata cronaca della gara che ancora una volta ha visto il nostro appassionato gruppo di atleti rinnovare i colori della partnership con Nagyatad; nulla di nuovo rispetto a  quanto siamo già abituati a leggere in occasione di eventi simili. Quel che però a mio avviso rende unica questa gara sono le emozioni che questo evento sa regalare ai suoi partecipanti. Il fatto di viaggiare, il più delle volte in compagnia (grazie anche alla disponibilità di Garlatti Bikes che ha messo a disposizione gratuitamente il suo furgone), unito al fatto di condividere con i compagni di viaggio le tensioni, così come pure le soddisfazioni di pre e post gara, contribuisce a creare un clima unico di affiatamento e solidarietà fra i partecipanti, come solo lo sport riesce a fare. Gyula Herr, padre fondatore della eXtremeMan di Nagyatad, è stato indubbiamente bravo a creare prima e a trasformare poi, una piccola manifestazione di paese, in una festa di richiamo internazionale! Ma un sentito ringraziamento va anche alla ospitalità e la squisita cortesia dei suoi concittadini e collaboratori, prima fra tutti quella di Viktória Fábián, di Pápicsné Antal Mária ma anche di Berta Pápics, e di Marianna Szőke che, seppur a vario titolo, hanno curato, fin dalle prime fasi, le nostre iscrizioni e la nostra sistemazione logistica. Altrettanto bravo è stato Fulvio Cantarutti, atleta e dirigente delle Fiamme Cremisi, nel coinvolgere, con il suo contagioso entusiasmo, le persone che di anno in anno si sono avvicendate dal Friuli (e non solo) a Nagyatad. Pur essendo stato l’autore del gemellaggio sportivo, quest’anno Fulvio, trattenuto da altri impegni, ha dovuto rinunciare al consueto appuntamento ma chi lo conosce sa bene che il suo cuore era la con noi, sul percorso di gara! E’ altresì evidente e palpabile a tutti - anche a chi ha partecipato per la prima volta - come egli abbia saputo tessere e mantenere negli anni,  un importante rete di reciproca stima e amicizia in quell’ambiente! Arrivederci dunque al prossimo anno amico triatleta, ora come allora l’eXtremeMan di Nagyatad… Az út maga a cél. (E’ il tuo obiettivo)

Articolo di Franco Parma