Arti marziali: Il Judo Vittorio Veneto porta l'Oriente in Valcellina

 di Daniela Acciardi  articolo letto 187 volte
Judo Vittorio Veneto
Judo Vittorio Veneto

La Valcellina è stata la cornice perfetta per il 1° Stage Multidisciplinare di Arti Marziali del Judo Libertas Vittorio Veneto, una delle più importanti e storiche associazioni venete di judo.

Dopo il successo dell’evento “alle origini del Judo”, in cui molti praticanti di judo sono venuti a contatto con la matrice marziale e la filosofia del Budo, nel mese di luglio l’istruttore della società vittoriese Fabio Tonon ha proposto una nuova interessante iniziativa ad arricchire l’ormai tradizionale ritiro estivo del settore Judo.

L’attività, che ha previsto l’approfondimento delle discipline di judo, aikido e budo, nonostante fosse in forma sperimentale, ha registrato un grande successo portando ad Andreis e Barcis un gran numero di.praticanti nel fitto periodo di ferie e di chiusura estiva delle palestre.

Un raduno volutamente immerso nella natura incontaminata attorno allo chalet di Andreis della Polisportiva Villanova Libertas per riscoprire le componenti fondamentali da coltivare per un praticante di arti marziali: corpo, mente e spirito.

Ragazzi ed adulti hanno potuto sperimentare le diverse discipline sotto la guida di un team di insegnanti che ha collaborato per la realizzazione di un programma marziale dai principi comuni.

Le passeggiate in riva al fiume tra i sentieri dei boschi, il risveglio all’alba per poter ammirare il sorgere del sole durante un allenamento ad alta quota e molto altro, sono state lo scopo di uno stage a tutto tondo, che puntava ad unire prima di tutto le persone e a far conoscere e promuovere le differenti arti.

Ad incorniciare i momenti alternativi alla pratica vi erano poi altre attività sempre dal timbro tipicamente orientale come: la meditazione, lo shodo, la pittura ed il tiro con l’arco.

Molto successo ha riscosso anche la giornata senza tecnologia: un momento importante, di riflessione, per cui a nessuno dei presenti era consentito l’utilizzo della luce elettrica o qualsivoglia oggetto tecnologico sia di giorno che di notte per 24 ore; la cena ad esempio è stata fatta a lume di candela.

Nella stessa giornata molti hanno prodotto piccoli utensili di uso quotidiano per migliorare la propria manualità, agevolare lo svolgimento di piccoli compiti ed imparare a concentrarsi su una cosa alla volta in modo metodico e dedicato.

Le serate attorno al fuoco, in cui venivano raccontate le storie di ciascuna disciplina ed il loro sviluppo nel tempo, concludevano le giornate di allenamento, suscitando grandissima curiosità e domande da parte degli allievi.

Amicizia, condivisione e rispetto sono state le parole d’ordine dell’iniziativa che ha arricchito in modo considerevole e significativo ogni partecipante non solo sul piano tecnico ma su quello dell’esperienza.