Run & Triathlon: Bianchet sul podio a Udine, Vettorato e Furlanis finisher all’Ironman di Cervia

27.09.2018 19:06 di Daniela Acciardi  articolo letto 285 volte
Fiamme Cremisi
Fiamme Cremisi

Grande soddisfazione per le Fiamme Cremisi che ha partecipato in massa alla Maratonina di Udine, dove la cremisina Daniela Bianchet sale sul podio; ma annoverato tre triatleti anche all’Ironman e all'Olimpico di Cervia; e intanto in Sicilia Giovanni Angelo pianta la bandiera cremisi alla IV Podistica – Mazara Città del Pesce.

Straordinaria dunque la prestazione di Daniela Bianchet, che in mezzo a quasi 1.200 partecipanti si distingue tagliando il traguardo in soli 1h 34’ 3”, che le valgono una splendida medaglia di bronzo di categoria.

È la prima del gruppo a tagliare il traguardo. La seguono nell’ordine Marco Lo Storto, Raimondo Ordano, Ivan Zanetti, Cristian Savian, Massimo Lukovic, Daniele Bellitto, Mery Brochetta, Beniamino D’Italia, Simone Bortolussi, Tiziana Bertoia e Daniele Morassutti. Tutti comunque con eccellenti performance. Una menzione in particolare la merita Ambra Tonet, alla sua prima mezza maratona.

Si misurano invece con l’Ironman di Cervia Piergiovanni Furlanis e il carro armato Nicola Vettorato, mentre il giorno dopo Franco Parma dalla stessa spiaggia parte per il triathlon olimpico.

Vivo e positivo il racconto dei cremisini riguardo la gara più dura che esista. La magia di tagliare il traguardo e riceve la medaglia di “finisher” è qualcosa che neanche loro stessi riescono a descrivere. A dimostrare che le parole non bastano per raccontarlo.

Per qualche motivo burocratico, di cui ancora si aspettano chiarimenti dall’organizzazione, la soddisfazione personale di Vettorato, che sa in coscienza di aver compiuto l’eroica impresa, non è stata riconosciuta in classifica, dove risulta ufficialmente DNF (Do Not Finisher), cioè non terminata.

I due cremisini si incontrano nel tratto di maratona finale, dopo 3,8 km di nuoto, 180 km in bicicletta. In programma 4 giri da 10 km ciascuno fra Cervia e Milano Marittima.

Queste le parole testuali di Vettorato. «Emozionante dall’incontro ravvicinato con le meduse nella frazione nuoto, alla salita mozzafiato del 45 km e del 135km. E che dire quando il super triathleta Pier mi ha superato nella frazione della maratona? Lui al suo ultimo giro e invece io ero solo al primo»!

Dettagliato il resoconto della gara di Piergiovanni Furlanis.

«Il D-day è arrivato nel modo più naturale possibile, a base di piadine e lunghe passeggiate dell'albergo alla zona di partenza per tutte le formalità di rito e conviviali. Ritiro pettorali, cena degli atleti, briefing pre-gara, e soprattutto per raccogliere uno per uno tutti gli atleti con i quali ho condiviso parte di questo lungo avvicinamento durato 9 mesi.

«Ci ritroviamo la mattina dell'evento. Mi lascio convincere a partire con loro nella gabbia destinata ai nuotatori con un tempo previsto di frazione tra i 60' e 70' "fidati....è meglio".

«Neanche il tempo di pensare di averla fatta fuori dal vaso, che ci avviciniamo ai cancelli di ingresso, 6 per volta ogni 5 secondi, luce verde e luce rossa. Lasciamo sfilare qualcuno da dietro per posizionarci esattamente nello stesso ordine di uscita.

«Luce rossa. Guardo Luca Angeli Simone Ius e Charlie Sanchez. All'urlo “dai fioi come in guerra”, all'apparire della luce verde ci fiondiamo in acqua, per iniziare la nostra avventura nella prima frazione di 3.800 in mare.

«Il pelo dell'acqua è sostanzialmente immobile, non fosse per 2.700 scalmanati che a frotte di 6 per volta vi si riversano a scombinare il corso naturale delle cose. Io nuoto tranquillo, al mio ritmo. So di essere quasi un intruso in mezzo a quel gruppo di nuotatori; prendo qualche botta, qualcuna la assesto io, ogni tanto provo a sfruttare la scia di qualcuno ma non ci riesco. Continuo a recitare il mio mantra "braccio allineato alla spalla, pesca avanti e tira forte indietro"; e per qualche strano motivo sono costretto a fare qualche sorpasso.

«Ogni tanto mi preoccupo di non toccare le centinaia di meduse che nonostante tutto fanno valere il loro diritto di cittadinanza in mare nei nostri confronti, sbatto contro alla calotta di una senza grandi conseguenze, ma mi prudono le labbra e le guance. Continuo a nuotare, esco ai 2.300 mt per rientrare in acqua e non trovo conforto della mia prestazione nel Garmin. In uno dei tanti contatti qualcuno me lo ha stoppato dopo 17 minuti. Lo riavvio prima di rituffarmi in acqua per gli ultimi 1500mt, continuo a nuotare e a sorpassare. L'uscita definitiva dall'acqua mi lascia quasi dispiaciuto, più tardi realizzo di aver impiegato poco più di 64' per completare la prima frazione.

«La lunga transizione, di corsa, dalla spiaggia alla zona cambio mi porta all'interno della zona cambio dove lasciata la muta, indosso il casco, prendo la bici e mi dirigo verso la "Mount line". Le scarpe sono sui pedali, 2 borracce, una con i gel diluiti (6) e una con l'acqua e sali, 6 barrette nella borsetta, e la strategia è fatta. Devo soltanto pedalare per 6 ore, minuto più minuto meno.

«Sono euforico, salgo in bici e inizio letteralmente a cantare, le gambe girano, e devo continuamente stare attento a non esagerare. 180 km sono tanti e li ho percorsi solo una volta fino a quel giorno, e senza dover correre una maratona in rapida successione.

Alterno ogni 15k un sorso di gel e ogni 30k una barretta. Bevo l'acqua ai ristori sorseggiando i sali ogni 15 minuti; fino a quando li finisco e faccio incetta di quelli disponibili ai ristori.

«Pur tenendo lo sforzo controllato sono a 33km/h di media, almeno fino a 5 km dopo aver scollinato Bertinoro, quando ad una curva a gomito in un paese, presidiata da un manipolo di Romagnoli festanti mi si sgonfia la ruota davanti»…

E qui il racconto si interrompe. Contiamo di riprenderlo nei prossimi giorni.