AJ Fano-Pordenone, I ramarri visti da Perosa

30.12.2018 10:19 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
AJ Fano-Pordenone, I ramarri visti da Perosa

Finisce con i ramarri che vanno a esultare sotto la curva riservata alla quarantina di tifosi che non li hanno abbandonati nemmeno durante la lunga trasferta post natalizia. E’ il quadretto che sintetizza e saluta un 2018 di buone soddisfazioni e di ricche promesse per quello che potrebbe succedere nell’anno nuovo. Il girone di ritorno che precede la lunga pausa invernale inizia con una vittoria al Mancini, rettangolo ben più difficile di quello che potrebbe far sospettare la classifica anemica dell’Alma Juve. Il 2-0 dei neroverdi matura tutto nel finale, dopo altri due interventi prodigiosi di Bindi e una traversa colpita da Acquadro.

Se è vero, come diceva Agatha Christie, che più indizi fanno una prova, questo deve proprio essere il campionato del ramarro. A firmare l’ultimo successo del 2018 sono stati Semenzato all’84’ e Magnaghi al 94’. Tesser opera il miniturnover annunciato. In prima linea dà una chance da ex a Germinale che affianca Candellone. Alle loro spalle da trequartista opera Gavazzi. I tre centrocampisti sono Damian, Burrai e Bombagi. Davanti a Bindi fanno barriera Semenzato e De Agostini sulle fasce, con centrali Bassoli e Barison. Alberto lascerà però presto, causa infortunio, il posto a capitan Stefani. Nella ripresa sono entrati Ciurria e Magnaghi.

CHI PIU’

BINDI 9 – Ancora Jack in cima alla lista dei buoni. Il Pordenone di Tesser è tornato da Fano con l’undicesima vittoria del 2018. Le statistiche riportano anche i 30 gol fatti dai ramarri. Non c’è traccia però degli interventi importanti di Bindi che anche a Fano ha salvato il risultato (in quei frangenti ancora fermo sullo 0-0) in avvio di partita sul colpo di testa ravvicinato di Vitturini e nel finale su di una botta di Ferrante. Di quelli e degli altri prodigi nelle gare precedenti resta il ricordo solo nella memoria del popolo neroverde che di Jack sta facendo uno dei suoi beniamini più amati.

SEMENZATO 7 – Andata e ritorno: per Daniel non fa nessuna differenza. Era stato lui ad aprire la lista delle marcature del girone di andata proprio contro l’Alma Juve al Bottecchia. E’ lui ad aprire anche quella del ritorno, sempre contro l’Alma Juve questa volta al Mancini. Speriamo che la ripetizione della prima introduca anche alla ripetizione del percorso del ramarro nelle prossime 18 gare. Con 74 punti (37 all’andata, 37 al ritorno) nessuno toglierebbe a re Mauro la gioia di un traguardo veramente storico.

MAGNAGHI 7 – Simone si meritava un riconoscimento di fine anno. Partito come possibile titolare, ha trascorso diverse ore in panca. Quando il mister lo chiama però lui risponde sempre al meglio. Spesso è stato sfortunato in zona gol. Questa volta è stato bravo e pure baciato dalla dea bendata. Auspicabilmente lo sarà ancora nel nuovo anno.

CHI MENO

GERMINALE 6 – Forse il desiderio di dimostrare di aver fatto bene a scegliere il Pordenone la scorsa estate ha condizionato psicologicamente la sua gara. Le occasioni per segnare non gli sono mancate. Le ha però fallite. Apprezzabile l’applauso d’incoraggiamento e di gratitudine del Mancini quando è stato richiamato in panca.

DE AGOSTINI 6 – Per noi resta il grande “vecchio”, anche quando ci accusano di esaltarlo troppo e di perdonargli i (pochi) errori. Chiudiamo l’anno mettendolo fra i meno buoni a Fano. Convinti che non lo faremo più. Da.Pe.