Gubbio-Pordenone, I ramarri visti da Perosa

21.04.2019 09:45 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Gubbio-Pordenone, I ramarri visti da Perosa

Nell’uovo di Pasqua neroverde non c’è la B, come aveva auspicato Mauro Lovisa, ma una sorpresa dal gusto dolceamaro.

La promozione non è in discussione, ma per ottenerla bisognerà attendere il match di domenica 28 aprile (inizio alle 18.30) al Bottecchia con la Giana Erminio.

I ramarri infatti hanno pareggiato (2-2) al Barbetti di Gubbio e due ore dopo la Triestina ha vinto a Salò (2-0) con la Feralpi. Il vantaggio (5 lunghezze a due partite dal termine della stagione regolare) resta più che rassicurante, ma non sufficiente a liberare la festa sul rettangolo del Barbetti e in piazzetta San Marco di Pordenone dove duemila persone hanno assistito al match proposto su maxischermo. La divisione della posta in palio probabilmente è risultato giusto per quanto hanno espresso le due formazioni in campo. Rammarica però il fatto che a contribuire a determinarlo, sul risultato di 1-0 a favore dei neroverdi, abbia contribuito un calcio di rigore assegnato dal signor Nocoletti di Catanzaro per un fallo di mano di Burrai commesso almeno mezzo metro fuori dall’area neroverde. Fra l’altro si è trattato del terzo rigore fischiato contro i neroverdi nelle ultime tre partite, il quinto nelle ultime sette. Il penalty ha permesso a Casiraghi di pareggiare il gol iniziale di Alberto Barison. Poi lo stesso Casiraghi in avvio di ripresa, su piazzato, ha portato il Gubbio in vantaggio. Bravo è stato ancora Barison a ristabilire l’equilibrio firmando, al pari dell’attaccante eugubino, la sua doppietta. Il pareggio ha così costretto i giocatori e i 350 supporters neroverdi li hanno seguiti in Umbria a seguire in pullman sui social la diretta del match al Turina di Salò iniziato alle 16.30 fra la Feralpi e la Triestina. La notizia del successo dei rossoalabardati li ha raggiunti quindi in viaggio, costringendo tutti a modificare il programma che, nell’ottimismo della vigilia, prevedeva una passerella a fine corsa in piazza XX Settembre.

Ritornando alla partita di Gubbio c’è da rilevare che Tesser ha scelto di far giocare Gavazzi da trequartista alle spalle di Candellone e Ciurria. Non ha cambiato invece il reparto di centrocampo rispetto al match con il Teramo e ha confermato Misuraca, Burrai e Zammarini. Stefani è rimasto in panca e anche la difesa è stata la stessa della gara con gli abruzzesi, con Semenzato, Bassoli, Barison e De Agostini davanti a Bindi fra i pali.

CHI PIU’

TESSER 9 – Normalmente i nomi degli allenatori non finiscono mai fra i buoni o i cattivi. Questa volta non possiamo fare a meno di inserire quello di Attilio Tesser fra i buoni. Non solo per come ha impostato la squadra per il match di Gubbio, ma soprattutto per quello che ha saputo costruire a Pordenone, sfruttando al massimo ogni risorsa messa a sua disposizione. Maniacale la preparazione delle partite e lo studio degli schemi. Superlativo il lavoro sui movimenti in occasione dei calci d’angolo e dei piazzati. Lui prima di tutti merita almeno la serie B.

BARISON 8 – Alberto ce l’ha messa tutta per far festeggiare la promozione in B ai ramarri già sul rettangolo del Barbetti. Non solo ha fatto da muro sulle iniziative degli eugubini che sono passati solo su calci da fermo, ma è andato anche dall’altra parte del campo per mettere alle spalle di Marchegiani (figlio d’arte) due palloni. Uno di testa, l’altro di destro. Doppietta che gli permette di raggiungere a quota cinque nella classifica cannonieri del Pordenone il compagno di reparto Michele De Agostini e gli specialisti Emanuele Berrettoni e Simone Magnaghi. In precedenza era andato a segno nei match con Rimini, Renate e Feralpisalò. Il tutto per confermare che, insieme a Leonardo Candellone, forma la coppia dalla quale Attilio Tesser ha avuto probabilmente molto di più nel corso della stagione di quello che si attendeva.

BASSOLI 7 – Prestazione più che positiva anche per Alessandro. Una menzione per lui nella colonna dei buoni anche per quello che saputo fare soprattutto negli ultimi due mesi dovendo sostituire un’icona come capitan Stefani, fermato da un infortunio.

CHI MENO

CANDELLONE 6 – Determinate in tante altre battaglie, Leonardo è rimasto in ombra al Barbetti, chiuso nella gabbia predisposta intorno a lui da Nanu Galderisi. Ci può stare. Tanta attenzione su di lui ha liberato spazi per gli inserimenti di Barison.

NICOLETTI 5.5 – Il fischietto di Catanzaro non aveva un match facile da dirigere, vista la foga dei contendenti. Alcune sue decisioni sono state per lo meno discutibili. Soprattutto quella in occasione del penalty assegnato ai padroni di casa per un fallo di braccio commesso da Burrai fuori area, anche se di poco.