Pordenone Calcio: ancora decisivo Germinale in corsa

04.12.2018 09:06 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 149 volte
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: ancora decisivo Germinale in corsa

Il più festeggiato ieri alla ripresa degli allenamenti non poteva che essere lui, Domenico Germinale, detto anche “entro e segno”.

Domenico ha impiegato 151 secondi (dal suo ingresso in campo) per pareggiare al Druso il gol di De Cenco che aveva fatto valere la vecchia legge dell’ex per portare il Sudtirol in momentaneo vantaggio. Non è il suo record personale. Germinale aveva impiegato molto meno a Pesaro, quando dal suo ingresso in campo alla firma del gol del pareggio, sempre di testa e sempre su cross dalla bandierina di Burrai, erano passati 22 secondi. Non solo: a Pesaro Domenico aveva firmato anche il raddoppio “regalando” al Pordenone 3 punti d’oro. Sino a oggi l’ex Fano ha collezionato sette presenze, una sola dall’inizio nel match con la Triestina. Sei volte è subentrato in corsa, altre due è rimasto in panca a guardare. Il popolo neroverde si aspettava certamente di più. Sperava di vedere in lui la punta da bottino in doppia cifra tanto invocata. In realtà Germinale non è mai andato in doppia cifra nella sua lunga carriera. L’ha sfiorata soltanto la scorsa stagione quando con la casacca dell’Alma Juve è andato a segno nove volte. Condizionante in questa sua esperienza neroverde, oltre a tutto, è stata la lunga assenza iniziale (nemmeno convocato nelle prime cinque gare della stagione per problemi muscolari). Importante è stata la doppietta di Pesaro e altrettanto importante il gol di sabato scorso al Druso.

“Quando entri in corsa – afferma Germinale che non si lamenta per l’utilizzo part-time – devi saper cogliere al volo anche la più piccola occasione. Bisogna dimostrare sempre di poter dare una mano alla causa, anche se non hai molto tempo per farlo. A Bolzano, così come a Pesaro, ci sono riuscito”.

Domenico sembra aver abbracciato totalmente la filosofia di Attilio Tesser.

“Non importa – dice infatti – chi va a segno. Nel nostro gruppo non esistono personalismi. La nostra forza è lo spirito di squadra. Lo abbiamo dimostrato più volte. Come abbiamo dimostrato – conclude “entro e segno” - che non vogliamo stare sotto lottando alla morte per recuperare quando ci troviamo in situazioni difficili”.