Pordenone Calcio: Il giuramento di De Agostini

 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 412 volte
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: Il giuramento di De Agostini

L’ultimo centro in campionato era stato realizzato da De Agostini nella gara di ritorno dei playoff della scorsa stagione. Era il primo del 3-1 rifilato nella gara di ritorno dei playoff della scorsa stagione.

“Vero – annuisce Michele -, ma più che quel gol, mi ricordo il rigore mancato nella semifinale al Franchi con il Parma”.

Già, dopo i tempi regolamentari finiti sull’1-1 (reti di Scaglia per i ducali e Marchi per i neroverdi) si andò ai supplementari e poi ai rigori per decidere la finalista. Nemmeno la prima serie di 5 bastò a rompere l’equilibrio. Si andò ad oltranza. Decisiva la parata di Frattali sul tiro di Michele e la trasformazione successiva di Lucarelli.

“E’ da allora – abbassa la testa il “grande vecchio” - che me lo porto dentro. Quella sera giurai a me stesso di dare il massimo per riportare il Pordenone a quei livelli ed oltre”.

Appena segnato domenica De Agostini si è proiettato verso la panca neroverde accompagnato dal boato del Bottecchia.

“Sì – sorride finalmente – sono andato ad abbracciare Gigi (Zanusso, ndr), il nostro massaggiatore. Ce la sentivamo entrambi che col Ravenna avrei segnato – racconta -, ne avevamo parlato prima del match. Così sono corso da lui e, visto che ero là – sorride ancora – ho dedicato il gol ai miei compagni e in particolare a quelli che si stanno impegnando al massimo in allenamento e che magari poi trovano poco spazio. Il gol di Samb – riprende Michele – poteva essere una vera mazzata. E’ stato importante reagire subito e pareggiare per poi andare all’intervallo e sistemare alcune cose che non stavano andando bene. E’ vero che non importa chi fa gol, ma è importante farne uno più degli altri. Questa volta però sono contento di aver segnato io e ancora più contento che Salvatore (Burrai, ndr) abbia trasformato il rigore della vittoria dopo aver sbagliato quello di Salò. E poi – allarga ancora il sorriso Michele – vincere aiuta a vincere”.