Pordenone Calcio: il sogno neroverde di Michele Camporese

12.12.2019 10:10 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: il sogno neroverde di Michele Camporese

Quasi un dejà vu la stagione corrente per Michele Camporese. Nel 2016 infatti il centrale difensivo pisano approdò al Benevento appena promosso in serie B. Con il club delle streghe collezionò 28 presenze e conquisto la promozione nella massima serie. Allora però non ebbe la fortuna di poter calcare i rettangoli di serie A perché venne ceduto al Foggia.

“Una sorta di maledizione – ricorda –. Mi era già successo già tre anni prima a Cesena. Anche lì venimmo promossi ai playoff, ma venni ceduto al Bari”.

Giocare in serie A per Camporese è rimasto un sogno che si augura ora di poter realizzare a Pordenone.

“Con tutti gli scongiuri del caso – premette Michele – ci sono tante analogie fra il Benevento del campionato 2016-17 e il Pordenone di questa stagione. Anche il Benevento di allora, come noi oggi, era una neopromossa partita con l’obiettivo della salvezza. Una squadra senza grandissimi nomi, ma estremamente motivata proprio come noi e in serie B – ci tiene a sottolineare - le motivazioni contano moltissimo. Non solo: la forza del gruppo vale molto di più delle qualità dei singoli. Tesi – sorride il centrale difensivo – confermata da quello che abbiamo fatto in questo inizio stagione. Anche il Benevento di allora – riprende a elencare le analogie – era molto compatto in difesa e affidava gran parte delle sue chance offensive alle ripartenze. Forse qui a Pordenone siamo anche più bravi delle streghe giallorosse nelle situazioni da fermo. Grazie soprattutto a un giocatore come Burrai che calcia le punizioni in maniera fantastica. Non è solo lui però a farlo. Salvatore è spesso determinante. Col Perugia però – sorride di nuovo Camporese – abbiamo dimostrato di saperci fare (3-0 con Burrai squalificato) anche senza di lui. Siamo a poco più di un terzo di campionato, ma se continuiamo così possiamo toglierci le nostre belle soddisfazioni e magari – azzarda facendo gli usuali riti scaramantici - io potrò realizzare il mio sogno in neroverde”.

Perché Camporese (e non solo lui) riesca ad approdare finalmente in serie A con l’attuale casacca addosso, il Pordenone dovrebbe migliorare il rendimento esterno. In casa i ramarri hanno conquistato 20 punti in 8 partite, bottino invidiabilissimo. Lontano dalla Dacia solo 5 in sette gare. Rendimento da migliorare domenica a Cosenza.

“Non ho mai giocato al Marulla – confessa Camporese -, ma so che, come tutti gli impianti del sud, è uno stadio caldissimo. Troveremo inoltre una squadra che vuole fortemente migliorare la sua posizione (diciassettesimo posto con 14 punti, ndr). Noi, come al solito andremo lì per fare risultato. Giochiamo allo stesso modo sia in casa che in trasferta. Lontano dalla Dacia – è la tesi di Michele – siamo stati spesso penalizzati da episodi sfortunati”.

Anche Camporese non può fare a meno di evidenziare i meriti di Tesser nella crescita della squadra.

“Ho avuto tanti allenatori, ma mister Tesser – dice infatti – è il massimo che si possa avere in serie B. Segue i giocatori ad uno ad uno e sa come farli rendere al massimo senza sovraffaticarli. Sul piano tattico qualcun dice che non siamo bellissimi. Sarà anche vero, ma siamo estremamente efficaci”.

Camporese conclude con un ringraziamento allo staff medico del Pordenone.

“Sono arrivato qui – ricorda – reduce dalla rottura del crociato. Per prendermi la società ha fatto un investimento con punto di domanda. Lo staff medico mi ha fatto ritrovare il tono muscolare e dalla terza giornata ho potuto finalmente giocare”

Da allora Michele ha collezionato dodici presenze e realizzato due gol determinanti nel pareggio proprio con il Benevento (1-1) e nel successo con il Trapani (2-1).