Pordenone Calcio - l'ex Fedele: "Io ci credo!"

 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 325 volte
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio - l'ex Fedele: "Io ci credo!"

“Io ci credo!”.

La professione di fede nelle possibilità del Pordenone arriva da Adriano Fedele che confessa di essere ancora oggi un ramarro dentro.

“Pordenone è la mia seconda casa – spiega l’ex interista – e anche se ormai vado raramente al Bottecchia il primo risultato che chiedo è sempre quello dei neroverdi".

“Il Pordenone di Colucci – Fedele, ospite questo pomeriggio, 17.30, di Pordenone Sport su Udinese TV, ch 110 dtg, motiva la sua convinzione – ha dimostrato di essere a suo agio nelle gare secche, come quelle di Tim Cup, tanto da eliminare squadre come Lecce, Venezia e Cagliari e mettere in difficoltà la mia Inter. A Stefani e compagni basterà arrivare ai playoff per poi dare il massimo nelle sfide senza appello. Paradossalmente – continua l’Adriano – io vedo addirittura meglio il Pordenone di oggi di quello delle ultime due straordinarie stagioni che arrivava ai playoff sulle ali del vento carico di entusiasmo. Sappiamo poi – aggiunge – come è andata a finire. Quest’anno i neroverdi stanno soffrendo, spesso ingoiano amaro. Proprio per questo arriveranno all’appendice con tutta la voglia di recuperare la stagione. Inoltre non saranno favoriti come l’anno scorso, status che potrebbe essere un bel vantaggio psicologico. Io – non ha dubbi Fedele – punto su di loro”.

A chi gli fa notare che il Pordenone, almeno sino a oggi, non sembra avere attaccanti in grado di decidere i match da soli quando la squadra non gira e di essere costretto a vivere sulle iniziative addirittura dei difensori (vedi i gol segnati da Formiconi col Bassano e di Bassoli a Teramo), Fedele risponde:

“Succedeva anche ai miei tempi che le partite venissero risolte dai terzini, così si chiamavano allora. Io stesso ne ho fatto qualcuno”.

Già, 7 in sei stagioni in C con l’Udinese, 7 col Bologna in tre stagioni in A, 10 in 6 stagioni all’Inter e pure 3 con il Pordenone a fine carriera.

“In verità allora era più difficile – riprende Adriano – perché si marcava a uomo e dovevi essere bravo a tenere d’occhio il tuo e appena possibile “fluidificare”. Io giocavo da terzino normalmente, ma quando c’erano mezze punte di grande classe le davano a me. Ho marcato giocatori come Rivera, Sala, Causio che è quello che mi ha fatto letteralmente impazzire, e anche Pelè”.

Quest’ultimo addirittura al termine di un memorabile Santos-Inter, si recò nello spogliatoio dei nerazzurri per chiedere a Fedele lo scambio di maglie.

“Vero – annuisce con soddisfazione Adriano -. Ce l’ho ancora, anche se mi hanno offerto una fortuna, 40 mila Euro, per averla".

Fedele torna all'argomento principale:

"Il Pordenone ha avuto problemi in attacco perché si sono infortunati giocatori importanti come Gerardi e Berrettoni. Quando saranno al meglio sarà un’altra storia. Non solo: avendo un paio di mesi di fatica in meno nelle gambe, saranno al top al momento giusto. In ogni caso non si vince mai con i singoli, ma di squadra. E il gruppo di Colucci – conclude Fedele – mi dà l’idea di essere bello e compatto. Per questo – ripete – io ci credo”.