Pordenone Calcio: le promesse di Candellone e Burrai

16.05.2019 10:02 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: le promesse di Candellone e Burrai

Leonardo Candelone e Salvatore Burrai sono stati sicuramente fra i giocatori più “gettonati” nell’anteprima della grande festa che si è svolta alle Ciaccole, locale ufficiale neroverde con buona partecipazione di tifosi. La popolarità del braccio e della mente del Pordenone 2018-19 del resto era scontata.

Il “galletto” è il capocannoniere del girone B nella speciale classifica che non tiene conto dei gol realizzati su rigore. I quattordici palloni infilati nelle porte avversarie sono stati tutti realizzati su azione.

Il “metronomo” invece ha ispirato le manovre neroverdi fornendo 15 assist ed è stato micidiale da fermo (7 i suoi centri personali). Ad entrambi i tifosi hanno chiesto di restare in neroverde anche in serie B. Diverse le risposte.

Burrai ha garantito la sua presenza senza se e senza ma. Candellone a fine stagione rientrerà a Torino, ma potrebbe riprendere la strada verso la Destra Tagliamento qualora la società di Cairo decidessero di non aggregarlo ancora alla prima squadra granata.

“Già la scorsa estate – ha raccontato Candellone – mi ero detto che questa a Pordenone avrebbe dovuto essere la stagione della vera svolta nella mia carriera. Così è stato. Non è facile – ha sottolineato con orgoglio Leo – totalizzare quattordici gol senza l’ausilio dei rigori. Ci sono riuscito e sono felice di aver contribuito fattivamente alla storica promozione dei ramarri in serie B”.

Adesso per Candellone è tempo di alzare ulteriormente l’asticella delle ambizioni.

“Non nascondo – ha detto infatti il bomber – che il mio obiettivo è arrivare in serie A e vestire la casacca granata. Giocare a fianco del gallo Belotti - afferma lui che a Pordenone è stato soprannominato il galletto – sarebbe meraviglioso. Mi rendo conto però che probabilmente è ancora troppo presto per veder realizzato il mio sogno. Se mi faranno capire che non è ancora arrivato il momento di restare a Torino è chiaro – ha riscaldato i cuori neroverdi Leo – che mi piacerebbe continuare la mia storia a Pordenone anche in serie B”.

Chi invece non ha dubbi sulla permanenza in neroverde anche la prossima stagione in cadetteria è Salvatore Burrai che i tifosi hanno soprannominato “Pjanic de Pordenon” per la sua abilità nei calci da fermo.

“Essere paragonato a un campione come Pjanic che sta facendo la storia della Juventus – sorride Burrai – non può che farmi piacere. Spero di poter ringraziare i supporters per il complimento anche nel corso della prossima stagione in serie B".

Il metronomo però non vuole ancora guardare troppo lontano. Il campionato è finito, la stagione non ancora. Vorrebbe infatti archiviarla alzando anche la Supercoppa sabato 25 maggio al termine della sfida al Bottecchia con la Juve Stabia dopo aver fatto valere la vecchia e mai abrogata legge dell’ex. Salvatore infatti ha vestito la maglia delle vespe gialloblu nella seconda parte della stagione 2014-15.

“Di Castellamare – racconta Burrai – ho conservato un bellissimo ricordo, anche se le cose non andarono benissimo (10 presenze per lui senza nemmeno un centro ed eliminazione al primo turno playoff della Juve a opera del Bassano, ndr). Era un momento difficile perché venivo da quattro mesi spesi a Monza, i più brutti della mia carriera. Ora sono proprio contento di rivedere giocatori che conosco. Sarò ancora più felice – aggiunge - di batterli sul campo. Perché - sia chiaro: noi adesso vogliamo anche la Supercoppa. Fa parte della nostra mentalità vincente. Oltre a tutto il match con la Juve Stabia sarà anche l’ultimo che giocheremo al Bottecchia, nel nostro fortino prima di emigrare a Udine. Speriamo che il nuovo stadio venga costruito presto perché – conclude Burrai che evidentemente si sente ramarro a vita - abbiamo bisogno di una casa tutta nostra”.