Pordenone Calcio, Mazzarella: "Ramarri in gita in serie B"

17.07.2019 09:46 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio, Mazzarella: "Ramarri in gita in serie B"

A Tarvisio ad assistere alla prima amichevole del Pordenone contro la Spal domenica sarà sicuramente presente Maurizio Mazzarella.

“Ho vestito le casacche sia della Spal che del Pordenone – ha affermato l’avvocato – e non posso certo mancare a questa sfida, anche se si tratta di un’amichevole”.

Mazzarella ha giocato nella Spal dal 1972 al 1975 e nel Pordenone nella stagione 1980-81, dopo essere passato da Chioggia, Conegliano, Busto Arsizio (Pro Patria) e Monselice. Una volta appese le scarpette al chiodo ha svolto diversi ruoli da dirigente nel Pordenone.

“Già – sorride l’avvocato – da direttore sportivo a direttore generale, ma ho fatto anche l’allenatore in situazioni d’emergenza e pure spalato la neve via dal campo prima di una partita con il Treviso che volevamo assolutamente giocare e che poi vincemmo. Alla Spal – racconta - ero il beniamino del presidente Paolo Mazza (al quale venne successivamente dedicato lo stadio di Ferrara, ndr). Fu un’esperienza importante che mi permise poi di entrare nell’orbita di un uomo eccezionale come Franco dal Cin”.

A Pordenone come dirigente Mazzarella arrivò in uno dei tanti momenti difficili passati dal sodalizio.

“Il mio sogno – ricorda – era riunire i presidenti delle società dilettantistiche della Destra Tagliamento per farli collaborare nel Pordenone con l’obiettivo di portarlo in serie B. Sogno – si intuisce ancora l’amarezza nelle parole dell’avvocato - che rimase tale. Complimenti a Mauro Lovisa che invece è riuscito a realizzarlo”.

Mazzarella mette però sull’avviso il numero uno neroverde.

Attenzione – ammonisce -, la serie B può essere un bagno di sangue. Quante società abbiamo visto accedervi per poi collassare. Per questo all’amico Mauro, proprio qualche giorno fa, ho consigliato di non fare spese pazze. Di affrontare la serie B con quello che ha in tasca e a costi contenuti. Una sorta di gita fuori porta, visto – sorride il Mazza – che il Pordenone andrà a giocare alla Dacia Arena. Se Tesser e i ragazzi saranno più che bravi la gita potrà essere prolungata, altrimenti torneranno tutti a casa e nessuno potrà dire nulla a Lovisa e agli attuali soci che hanno già fatto cose straordinarie. In serie B ci sono squadre sulla carta nettamente superiori al Pordenone per organico, forza economica, storia o blasone come Ascoli, Benevento, Chievo, Cittadella, Cremonese, Empoli, Frosinone, Perugia, Pescara, Salernitana e Spezia. Difficile, se non impossibile, almeno sulla carta, competere con queste. Poi ci sono atre come Virtus Entella, Trapani, Pisa, Livorno, Juve Stabia, Crotone, Cosenza e lo stesso Venezia con le quali i ramarri possono anche competere a patto – sottolinea - che spendano sul campo tutto quello che hanno”.

Come tutti anche Mazzarella evidenzia il problema di dover giocare in “trasferta”, alla Dacia Arena, anche le gare che il calendario assegna in casa.

“Onestamente – premette – non so quanta gente seguirà il Pordenone a Udine. Qualcuno rinuncerà – prevede -, ma forse arriveranno alla Dacia gli sportivi di Casarsa, San Vito e Spilimbergo che hanno più legami e contatti con la Sinistra Tagliamento. Lo stadio nuovo a Pordenone? Solo se qualche privato lo finanzierà. Non credo che Ciriani – punzecchia come sempre il Mazza –, se vorrà essere rieletto sindaco, metta il Comune nella situazione di dover spendere un sacco di soldi per fare un impianto per il Pordenone, anche se qualcuno ipotizza che possa servire anche per altri avvenimenti sportivi e per concerti. Certo, se i ramarri consolidassero la loro posizione in B fra qualche anno – lascia infine la porta aperta l’avvocato – si potrebbe tornare sull’argomento con più motivazioni”.