Pordenone Calcio: Nostalgia di e per Tomei

16.05.2018 09:59 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 496 volte
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: Nostalgia di e per Tomei

“Il segreto è l’alchimia”.

Lo dichiara Matteo Tomei che non ha cambiato mestiere per trovare la famosa pietra filosofale, ma respirando di nuovo aria di casa, non può fare a meno di ricordare il clima nello spogliatoio neroverde nei due anni di Bruno Tedino caratterizzati da altrettante semifinali playoff. Reduce da una stagione oltremodo positiva a Siracusa, Matteo (il cui contratto con gli aretusei scade il 30 giugno) è rientrato a Pordenone dopo la grande festa che ha celebrato la salvezza dei Leoni siculi (nonostante i 10 punti di penalizzazione), grazie alla difesa meno perforata dell’intero girone C (solo 29 gol subiti in 36 partite giocate). T

omei ha avuto anche la soddisfazione di essere stato giudicato da TuttoC come il miglior portiere dell’intero raggruppamento meridionale.

“Rivedere il Bottecchia – racconta Matteo – è stato come rivivere le emozioni delle due splendide cavalcate verso le semifinali del 2016 e del 2017. Percorsi esaltanti costruiti non solo sul valore dei giocatori e sugli schemi di Tedino, ma anche e soprattutto sull’amicizia che era nata fra di noi. E’ stato un vero peccato – si rammarica – perché sono convinto che al terzo tentativo avremmo agguantato la serie B”.

Tomei ha seguito da lontano anche le vicende dei ramarri di questa stagione.

“Sì – conferma – non solo attraverso i giornali e i siti web. Siamo rimasti amici noi “vecchi” del Pordenone e mi sento spesso con Mirco (Stefani, ndr), Salvatore (Burrai, ndr), Michele (De Agostini, ndr) ed Emanuele (Berrettoni, ndr). Non è stata una stagione da buttar via. Tutt’altro. La prima parte è stata impreziosita dal cammino in Tim Cup. Del successo a Cagliari e della straordinaria partita a San Siro con l’Inter persa solo ai rigori parlavano tutti anche in Sicilia. Poi è successo qualcosa. Con Rossitto però il Pordenone è tornato a essere squadra. Non che Colucci fosse meno bravo. I ragazzi mi hanno detto che era un ottimo tecnico. Non tutti però hanno capito il suo modo di gestire i rapporti umani. Rossitto invece da questo punto di vista è un maestro e ha saputo ricreare il feeling con la squadra”.

A Pordenone in tanti nel corso della stagione hanno rimpianto l’assenza di Tomei. Molti lo rivedrebbero volentieri fra i pali della porta neroverde.

“Piacerebbe anche a me tornare a casa – confessa -, ma temo che sia piuttosto difficile”.

Alternative? “C’è stato qualche contatto con la Juve Stabia. Nel girone C – afferma con giusto orgoglio – mi conoscono e mi apprezzano tutti. Certo stare lontano da casa per uno che ama la famiglia come me non è certo facile”.