Pordenone Calcio: Ramarri in B con intelligenza

11.06.2019 09:57 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: Ramarri in B con intelligenza

Scorre sangue neroverde nelle vene di Vittorio Fioretti sin da quel lontano 1981 quando lasciò l'Orcenico (che aveva fatto crescere dalle terza categoria alla Promozione) per affiancare Giuseppe Gregoris alla guida del Pordenone in C2. Insieme alla coppia di ds formata dal conte Foscolo e da Cino Bidoia costruirono un gruppo costituito da ottimi giocatori (fra i quali elementi come Carlo (dal Genoa), Dolce (dal Pesaro), Dri (dal Mestre) e Ravioli (dal Lanciano) e lo affidarono a un tecnico come Edoardo Reja che si sarebbe poi seduto su panche importanti (Verona, Bologna, Lecce, Torino, Genoa, cagliari, Napoli, Lazio e Atalanta) sino a diventare ai giorni attuali direttore tecnico dell'Albania.

Per Fioretti fu la prima esperienza fra i professionisti. Lo appasionò tanto da diventare poi il deus ex machina di società di grande livello. Autentico conoscitore del mondo del pallone ha ottenuto sette promozioni fra i professsionisti (2 con Venezia, Triestina e Arezzo e una con l'Alessandria) e scoperto tecnici come Zaccheroni, Mandorlini, Rossi e Somma. E' l'uomo giusto quindi per dare un giudizio sul campionato sul girone B di serie C appena concluso con il successo del Pisa sulla Triestina nella fila playoff.

Onesto come sempre Fioretti ammette di non aver inserito alla vigilia della stagione il Pordenone fra le favorite alla promozione in B.

"I ramarri - afferma infatti - hanno fatto un'autentica impresa. Tesser ha saputo dare al gruppo valori morali altissimi oltre che un gioco più che apprezzabile. Il suo merito più grande però è stato mantenere costantemente un ambiente sereno nello spogliatoio e intorno alla squadra. Fantastica poi - aggiunge Fioretti - è stata la società. Mauro Lovisa ha fatto sacrifici enormi per portare il Pordenone così in alto".

Tanto impegno e tanta passione non hanno però trovato corrispondenza nel settore imprenditoriale cittadino e provinciale.

"Pordenone - allarga le braccia Fioretti - è fatta così. Anche ai tempi miei e di Gregoris la Pordenone economica non collaborò. Consoliamoci con il fatto che intanto è cresciuto il popolo neroverde. Tremila spettatori al Bottecchia non sono pochi. Ma forse - si fa serio il Vittorio - il problema sta proprio nell'assenza di un impianto importante. Chi investe volentieri in una società senza stadio? Ottimo invece il De Marchi. I successi delle giovanili neroverdi sono sì dovute ai tecnici e ai preparatori, ma anche a un centro sportivo all'avanguardia inviadiato anche dalle grandi società".

Dalla C alla B il salto è notevole.

"Certo - concorda Fioretti -, ma la cadetteria si può affrontare anche con intelligenza. Intanto - giudica - è stato importante confermare Attilio Tesser che conosce la categoria come pochi. Buona anche la scelta di rinnovare la collaborazione con il gruppo storico. Iniziare la stagione con una squadra già amalgamata sarà un grosso vantaggio. Certo - aggiunge - bisognerà rinforzare la squadra con elementi di valore. Servono almeno tre giocatori, uno per reparto. Meglio se quattro o cinque. Non devono necessariamente essere grandi nomi. Ci sono ragazzi delle Primavera di Juve, Milan, Inter, Atalanta, Bologna e Fiorentina che sono pronti per la serie B. Sarà fondamentale - suggerisce Fioretti - allacciare buoni rapporti con le società di serie A".

Buoni i consigli alla matricola di serie B, ma cosa riserva il futuro al veterano?

"Io - sorride il Vittorio - vado sempre in cerca di avventure. Ho qualche contatto con una grossa squadra di calcio della Prva Liga, massimo campionato macedone (pare sia il Vardar di Skopje, ndr). Se tutto va in porto - rivela Fioretti - vorrei portare con me come allenatore Fabio Rossitto".