Pordenone Calcio: una festa per salutare il Bottecchia

10.06.2019 09:18 di Redazione TuttoPordenone   Vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: una festa per salutare il Bottecchia

Non sono finite le celebrazioni per la promozione del Pordenone in serie B.

La prima fu quella spontanea, esplosa allo stadio e poi nel cuore pulsante della città del 28 aprile, giorno in cui sotto una pioggia torrenziale, battendo la Giana Erminio, i neroverdi ebbero la certezza matematica della promozione in serie B.

Seguì la celebrazione nella sala consigliare del Municipio, lo scorso 22 maggio, quando il sindaco Alessandro Ciriani consegnò a Mauro Lovisa in rappresentanza di tutta la società il sigillo della città.

Il 30 maggio poi tremila persone hanno assistito in piazza XX Settembre alla “Pordenight B Edition”, organizzata congiuntamente dal Comune di Pordenone e dalla stessa società neroverde.

L’ultimo atto delle feste ufficiali avrà luogo sabato 15 giugno al Bottecchia e sarà accompagnato dalla solita gioia per la conquista dello storico traguardo alla vigilia del centenario della società, ma anche da un alone di tristezza.

“Tutti insieme - è l’invito che si legge sulla pagina Facebook dei Bandoleros – un’ultima volta al Bottecchia per salutare il nostro stadio”.

La festa inizierà alle 18 presso la tribuna dello stadio-velodromo. I dettagli della serata verranno pubblicati nei prossimi giorni. Quello che si sa già è che l’ingresso sarà gratuito e che le porte dell’impianto saranno aperte a tutti coloro che vorranno salutare il palcoscenico delle gesta dei ramarri dalle categorie regionali alla conquista della serie B. La locandina dell’evento preannuncia aperitivo, musica, drink, panini e lotteria. Prevedibile la presenza di rappresentanti della società e degli eroi che hanno spinto il ramarro in cadetteria.

Al Bottecchia i neroverdi si trasferirono nel 1927. Sino ad allora il rettangolo della gare interne della vecchia Unione Sportiva Pordenone venivano disputate sul campo delle Casermette, area adiacente a quella in cui venne costruita la “casa del balilla”, denominata successivamente “Fiera vecchia” perché per un certo periodo di tempo ospitò la fiera campionaria di Pordenone e oggi sede del Palamarmi e della palestra di via Molinari. Lo stadio-velodromo è stato quindi la casa del ramarro per 92 anni. I neroverdi avrebbero comunque dovuto trasferirsi al Tognon di Fontanafredda (per l’adeguamento del quale la Regione ha stanziato duemilionicentomila Euro) perché il palazzo non avrebbe concesso più deroghe nemmeno per la serie C. La promozione in serie B ha in pratica indotto Mauro Lovisa a rifiutare il trasferimento al Tognon per puntare con decisione all’esilio alla Dacia Arena di Udine in attesa della costruzione di un nuovo impianto nel comune di Pordenone. In realtà il trasferimento alla Dacia Arena potrebbe essere un mezzo addio. Mauro Lovisa spera infatti di ottenere dall’amministrazione comunale e dagli altri utenti del Bottecchia (Amici della pista in primis) il consenso per poter far giocare all’interno dello stadio-velodromo la formazione Primavera e almeno un’altra squadra giovanile. Attilio Tesser si è detto contento che il suo Pordenone abbia l’opportunità di giocare la stagione 2019-20 in uno dei più bei stadi d’Europa (oltre a tutto abita ad appena un chilometro da piazzale Repubblica Argentina), ma non ha nascosto nemmeno un po’ di malinconia per dover abbandonare il teatro della splendida cavalcata. “Lasciamo – ha detto – un impianto che, oltre alla nostra, ha fatto la storia della società e della città stessa. Se possibile – l’Attilio prova a lasciarsi la porta aperta alle spalle – nel prossimo precampionato cercheremo di giocare qualche amichevole in esso per mantenerlo in vita e fargli respirare ancora aria di calcio neroverde”.