Pordenone-Imolese, i Ramarri visti da Perosa

03.02.2019 09:28 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 454 volte
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone-Imolese, i Ramarri visti da Perosa

“Dobbiamo tornare a essere il Pordenone”.

E’ stata questa l’indicazione che aveva dato Attilio Tesser ai suoi ragazzi alla vigilia del big match della quinta di ritorno. Stefani e compagni lo hanno accontentato. Sotto una pioggia battente (su di un fondo che ha retto bene però), contro l’Imolese, seconda forza di fatto del girone B, si è rivisto il Pordenone vero. Non sempre bellissimo, ma deciso, determinato e pratico. Giusta la vittoria, firmata da Ciurria e dal solito immenso De Agostini, ottenuta contro un’Imolese che partita bene, si è poi sciolta dopo il primo quarto d’ora limitandosi a fare da sparring partner ai padroni di casa. Solo i due gol realizzati dalla Triestina nel recupero del match di Verona (4-3 con la Vecomp) tengono in vita un campionato che unicamente l’espertissimo e prudentissimo Tesser ritiene ancora aperto. I rossoalabardati restano a 9 lunghezze dai ramarri. Il tecnico di Montebelluna ha ripresentato Stefani al centro della difesa in coppia con Barison. Le fasce sono presidiate da Semenzato e De Agostini. A centrocampo giocano Misuraca, Burrai e Gavazzi. In attacco vince il ballottaggio Ciurria che affianca Candellone, con Berrettoni trequartista.

CHI PIU’

CENTRALI DIFESA 7.5 – Gara perfetta della coppia Stefani-Barison. Il rientro del capitano è stato un toccasana per il Pordenone. Ha dato sicurezza alla squadra dopo la sconfitta (1-2) patita nel turno precedente con il Rimini. Contro di loro sono andati a sbattere gli avanti emiliani rendendo inutile il continuato fraseggio (a volte anche sterile) del resto del team di Dionisi. I rischi corsi da Bindi sono stati davvero rari. E dire che i ramarri avevano davanti quella che, numeri alla mano, sino a ieri era la seconda forza del girone.

DE AGOSTINI – Ormai abbiamo esaurito gli aggettivi e le parole per osannare il “grande vecchio” del clan neroverde. Imperversante come sempre sulla fascia sinistra Michele è stato ancora una volta puntuale all’appuntamento con la palla calciata dalla fascia da Burrai. Questa volta non ha colpito di testa, ma con una perfetta zampata in acrobazia che ha lasciato secco Rossi, portiere avversario. Poi è corso verso la tricuna festeggiando con il suo solito gesto, dita a cerchio intorno all’occhio destro. Un marchio già esibito cinque volte in questo campionato che anche i tifosi ora stanno imitando.

CANDELLONE 7.5 – Leonardo non segna più, ma il grande lavoro che svolge al servizio della squadra risulta tanto evidente che il popolo neroverde lo ha salutato con uno scrosciante applauso quando Tesser l’ha richiamato in panca all’89’ per concedergli una meritata passarella. Più che “galletto” (lui ammiratore del gallo bellotti) Leo è diventato un autentico leone dalla criniera neroverde.

MISURACA 7 – Anche per Misu tanto lavoro oscuro al servizio del gruppo. Auspicabilmente l’infortunio patito non lo terrà troppo a lungo lontano dai rettangoli di gioco.