Pordenone-Sambenedettese, I ramarri visti da Perosa

04.03.2019 09:23 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 425 volte
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone-Sambenedettese, I ramarri visti da Perosa

La ventinovesima giornata non cambia nulla. Il Pordenone ha pareggiato con la Sambenedettese, ma hanno pareggiato anche la Triestina 1-1 a Gorgonzola con la Giana Erminio e la Feralpisalò che ha interrotto la sua striscia vincente (7 vittorie consecutive) facendosi bloccare sull’1-1 al Turina dal Sudtirol. Rimane quindi immutato il vantaggio dei ramarri di sette punti sull’Unione e di otto sulla Feralpi.

Il derby di domenica contro la Triestina al Rocco ora preoccupa decisamente di meno. E’ stata una gara dai due volti. Bella e giocata a viso aperto nella prima frazione chiusa sull’1-1 in virtù di un autentico eurogol di Gavazzi (15’) che da una trentina di metri ha centrato il sette alto alla destra di Sala e dal pareggio di testa di Fissore (25’) su calcio d’angolo. Meno bella la ripresa con la Sambenedettese che si è arroccata e i ramarri che non sono riusciti a penetrare il muro ordinato da Roselli. Prevedendo proprio una Sambenedettese votata alla difesa Tesser ha optato per un attacco mobile affiancando Ciurria a Candellone, con Berrettoni trequartista e un centrocampo composto da Bombagi, Burrai e Zammarini. Confermata in blocco invece la difesa delle due gare precedenti con Vogliacco a fianco di Barison e Semenzato e De Agostini esterni. La porta presidiata ovviamente da Bindi. Nella ripresa sono entrati Zammarini, Rover, Germinale e Magnaghi.

CHI PIU’

DE AGOSTINI 7.5 – Il migliore in campo: inesauribile, inarrestabile. Domina la corsia mancina. Rapisarda deve accontentarsi solo di vederlo sfrecciare dalle sue parti. Percorre decine di volte la sua fascia da dove spedisce al centro una quantità industriale di palloni che però non vengono sfruttati a dovere dai compagni. Campione di sportività e fair play (non protesta mai), dedicato totalmente ai colori che indossa, il “grande vecchio” è un esempio per i compagni e per tutti i ragazzini che vogliono giocare a calcio.

GAVAZZI 7 – Una buona prestazione, sia in fase propositiva che di contenimento, impreziosita da un gol splendido che se fosse stato realizzato in categorie superiori farebbe sicuramente parte della copertina di tutte le maggiori rubriche sportive nelle televisioni pubbliche e private. Una botta di destro da trenta metri che va togliere la ragnatela dall’incrocio dei pali alla destra del portiere avversario. Una prodezza che ha letteralmente esaltato il popolo neroverde presente al Bottecchia ed è stata apprezzata pure con grande sportività dalla rappresentanza marchigiana.

VOGLIACCO 7 – Vista l’assenza di Stefani, Tesser decide di confermarlo ancora al centro della difesa in coppia con Barison. Alex risponde ancora alla grande opponendosi con coraggio e fermezza ad avversari che lo sovrastano in chili e centimetri. Non più rivelazione, ma conferma.

CHI MENO

BERRETTONI 6 – Le sue invenzioni, nelle intenzioni di Tesser, avrebbero dovuto scardinare l’attenta e organizzata difesa sambenedettese. Invece Emanuele ha forse vissuto la gara più anonima della sua esperienza in neroverde. In pratica non si è notata la sua presenza in campo. Una giornata scialba può capitare anche ai geni artisti.

BINDI 6 – Protagonista di grandi parate nei match precedenti questa volta Jack ha preso probabilmente la decisione sbagliata in occasione del gol del pareggio rossoblu. Sarebbe dovuto intervenire sul cross da fermo di Celjak prima che Fissore colpisse la sfera. Poi è stato sfortunato nel tentativo di opporsi alla deviazione dell’esterno.