Pordenone-Vicenza, Bertoli: "Con il Vicenza potevo dare qualcosa di più"

02.11.2018 09:37 di Redazione TuttoPordenone  articolo letto 157 volte
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone-Vicenza, Bertoli: "Con il Vicenza potevo dare qualcosa di più"

La scorsa primavera sembrava essere sul piede di partenza. A seguire con attenzione Pier Francesco Bertoli erano club di grande livello (compreso il West Ham). Tanti altri compagni se ne sono andati verso club di A e B. Lui no, è rimasto. La società ha voluto trattenerlo per farlo crescere ancora in casa e per aggregarlo al roster della prima squadra. Sino a mercoledì Pier Francesco era entrato in corsa, mai dall’inizio. Contro il Lanerossi Vicenza Tesser ha voluto dargli la soddisfazione di partire titolare a fianco di Domenico Germinale, quattordici anni più vecchio di lui, uno che ha collezionato 19 stagioni fra serie A, B e C. Pier Francesco non ha sfigurato. Tutt’altro, risultando alla fine l’attaccante più intraprendente del Pordenone due.

"Meritavamo un risultato migliore – afferma Bertoli riferendosi al match perso 0-1 con il Vicenza -. La squadra ha fatto bene. Io forse – ammette dimostrando personalità e fiducia nei propri mezzi – potevo dare qualcosa di più. Pensavo di fare meglio”.

Pier Francesco spiega il suo pensiero:

“Entrare in corsa è più facile. Trovi più spazio sfruttando la stanchezza accumulata dagli avversari che giocano dall’inizio. Partendo dal primo minuto – ammette – tutto è più difficile. Inoltre mercoledì per la prima volta ho giocato da attaccante centrale. All’inizio ho avuto qualche difficoltà, ma poi mi sono trovato bene con Germinale e anche con Ciurria”.

Pier Francesco passa quindi a parlare dell’apporto dato da tutti i giovani inseriti in formazione da Tesser.

“Credo – afferma con sicurezza - che la squadra abbia dimostrato di poter lottare alla pari con formazioni più esperte come il Vicenza anche utilizzando qualche giocatore giovane. Per noi sono esperienze importanti. Stare in campo con giocatori navigati sia fra le nostre fila che fra quelle degli avversari ci permette di “carpire” i loro movimenti. Sono cose – conclude - che aiutano a crescere più in fretta”.