Alberto Casagrande è rientrato nel mondo del pallone con il gol più bello: quello della vita

22.11.2016 11:56 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Cristina Turchet
Alberto Casagrande è rientrato nel mondo del pallone con il gol più bello: quello della vita

Quindici minuti, per tornare a vivere emozioni credute perse per sempre. Alberto Casagrande, 30 anni, funambolico furetto d’area, oggi in forza al SaroneCaneva, ieri di quella Liventina che gli ha dato i natali calcistici facendolo esordire sedicenne in prima squadra, è rientrato nel mondo del pallone con il gol più bello: quello della vita.

Ed è proprio allo “Sfriso”, da avversario, che domenica ha ri esordito.. Alberto, scevro da ogni imposizione tattica, da ogni schema. Alberto, uno dei pochi rimasti, capace di far arrabbiare i tifosi per un gol facile facile fallito, ma altrettanto capace di farli andare in visibilio per quella palla impossibile spedita in fondo al sacco. Alberto capace di stendere quel male dal nome tremendo - un linfoma alla schiena - che l’ha colto in contropiede ad agosto 2015.

Si era fermato a febbraio, vestendo i colori del S.A. Porcia. Quel 3-3 a Flaibano se lo ricorda benissimo.

“E’ stata l’ultima mia partita. Quel mal di schiena che mi attanagliava, credevo fosse dovuto a problemi al menisco. E da lì ho cominciato a sottopormi a tutta una serie di accertamenti”.

In estate inoltrata la definitiva surreale diagnosi dal Cro di Aviano. Il mondo non gli è crollato addosso, “ma vedere i miei genitori e la mia ragazza sconvolti è stato un altro colpo al cuore. Devo ringraziarli per avermi sempre dato coraggio, per essermi stati sempre vicino. Così come non posso dimenticare tutti gli amici che hanno fatto quadrato attorno a me”.

Un periodo difficile condiviso, una forza e una voglia di combattere guardando al futuro a muso duro. Quel linfoma l’ha battuto con tutte le sue forze relegandolo sotto la voce “brutto ricordo” al pari della chemioterapia ad alte dosi cominciata a dicembre. Un dribbling secco, una delle sue armi migliori in campo, con il gol della vittoria a giugno. Quando i medici gli hanno detto che aveva ancora una vita davanti.

Non ho bisogno di pubblicità – interviene – se ho reso pubblico quel che mi è capitato tra capo e collo, l’ho fatto solo per far capire a tutti che non bisogna arrendersi neanche di fronte a sfide ritenute impossibili”.

E’ l’Alberto, che ha ritrovato la gioia si sentire i compagni di squadra chiamarlo, la gioia di sentire ancora l’odore dell’erba e di provare la stessa emozione nel calzare quelle scarpe bullonate. Piccole cose di una quotidianità messa a soqquadro. Un artista dell’area che ha pennellato la vita di colori sgargianti. Un ragazzo che ha un altro traguardo da raggiungere al più presto:

Ho ricominciato ad allenarmi a ottobre, domenica sono sceso in campo nell’ultimo scampolo della partita. Adesso voglio raggiungere i 90’ sulle gambe il più presto possibile”.