Crisi Sacilese, la soluzione del sindaco Roberto Ceraolo

07.07.2016 09:50 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Crisi Sacilese, la soluzione del sindaco Roberto Ceraolo

XXV Aprile gestito dalla LSM (che già si occupa del Palamicheletto) o da una una nuova ATI (associazione temporanea d'imprese) che comprenda Liventina, San Odorico e Cavolano. Aperto al calcio solo di domenica in alternanza fra la seconda categoria della società biancoazzurra di Sereno De Marco e la terza della Nuova Sacilese. E' questo il piano di Roberto Ceraolo per la sopravvivenza e possibilmente il rilancio del calcio nel giardino della Serenissima. "I romani? Non li ho più sentiti - esordisce con amarezza il sindaco di Sacile - e le "cordate" locali sembrano essersi sciolte - sorride - come neve al sole di giugno". A contribuire notevolmente al "disgelo" anche le precisazioni di Ceraolo sulla destinazione del contributo comunale (70 mila euro annuali al netto del canone di 20 mila per l'uso dell'impianto, ndr) previsto dalla concessione. "Sono stato chiaro con tutti - racconta -, così come feci con i romani: sono soldi che devono servire per una gestione seria del XXV Aprile e non per la gestione sportiva della società concessonaria". Tre le ipotetiche cordate interessate. Partiamo dai romani. Giusti (ad della Sacilese) non si vede nè si sente più. I contatti con i "locali", nella fattispecie l'assessore Claudio Salvador, sono tenuti da Pino Ielo che avrebbe ipotizzato una Sacilese in Eccellenza, gestita da un amico" questa volta milanese. Gli restano 16 giorni (iscrizione da fare entro il 22 luglio) per dare concretezza a questa nuova e difficile soluzione. Si sarebbe finalmente messo il cuore in pace lo stesso Salvador che pare avesse coinvolto un imprenditore leccese con servizio di leva svolto nel liventino. Resterebbe al momento in piedi solo l'iniziativa di Vincenzo Lisetto. L'ex vicepresidente dei tempi di Angiolino Cauz sarebbe supportato da appassionati locali e da un finanziatore udinese. Il progetto iniziale prevedeva l'acquisizione a costo zero della società dai romani e il pagamento delle pendenze federali per fare l'Eccellenza. Una chimera. La srl biancorossa, di chiunque sia, deve onorare anche le pendenze extra federali per evitare il fallimento. Più fattibile una partenza dalla 3. Categoria con nuova denominazione. "A volte - tira le somme Roberto Ceraolo - bisogna prender atto della situazione e trovare nuove soluzioni. La mia prevede una gestione comune del XXV Aprile fra le società calcistiche di Sacile che vogliono parteciparvi. Liventina e Sacilese, nuova o vecchia che sia, possono alternarsi alla domenica. Gli altri impianti, Sfriso, San Giovanni di Livenza, assieme a un nuovo sintetico che realizzeremo sul rettangolo esterno del XXV Aprile, ospiteranno allenamenti e giovanili di Liventina, San Odorico, Cavolano ed eventualmente Sacilese. L'amministrazione - conclude il sindaco - non può ragionare col cuore. Deve preservare - indica la via - e utilizzare risorse e impianti al meglio".

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