Denis Maccan: "Il borgo è casa mia"

07.06.2017 09:09 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Denis Maccan: "Il borgo è casa mia"

Alberto Paladin verso Belluno?

Pronta la contromossa di Elia Verardo che ieri si è assicurato per il suo Tamai le prestazioni di Denis Maccan, il bomber che è mancato a Stefano De Agostini per vivere più tranquillamente la sua esperienza (comunque più che positiva) nel borgo dei miracoli. La stretta di mano fra presidente dei rossi e l’ex capitano di Pordenone e Cordenons è avvenuta ieri.

L’uomo della provvidenza: così veniva chiamato Maccan ai tempi del Pordenone di Carmine Parlato. Fu Denis infatti a segnare, fra gli altri, il gol della promozione in Lega Pro e quello dello scudetto tricolore di Lega D dei ramarri. Poi Maccan contribuì anche alla promozione del Venezia in Lega Pro. La scorsa stagione, nonostante l’interessamento di Mestre e Triestina, Denis fece una scelta di vita e sposò la causa del Cordenons, neopromosso in quarta serie. Con i granata (quindicesimi e retrocessi dopo il playout proprio con il Tamai) il bomber ah totalizzato 19 gol (compreso quello dell’1-1 a Tamai alla penultima), chiudendo alle spalle di Franca (23 con la Triestina seconda), Lauria (22 col Campodarsego secondo) e Sottovia (21 con il Mestre primo e promosso in Lega Pro).

“Mi hanno contattato in tanti (fra questi Belluno, Union Feltre, Arzichiampo, Trento e Cjarlins, ndr) – racconta Maccan -. E’ incredibile – sorride – il fatto che quando diventi vecchio (classe 84, ndr) ti cerchino tutti quelli che non si erano fatti vivi quando eri giovane. Ho scelto Tamai perché qui sono a casa, vicino ai miei e al mio lavoro. Le stesse motivazioni che mi avevano fatto preferire il Cordenons la scorsa estate. Di Tamai conosco la società, alcuni dirigenti a partire dal presidente Elia Verardo e tanti giocatori. Tutta gente seria. Sento che insieme faremo un buon lavoro”.

E mister Bisioli?

“Non lo conosco di persona – risponde Maccan -, ma mi hanno parlato molto bene di lui”.

Denis non dimentica Polotto e il Cordenons.

“La retrocessione – racconta – è stata un dolore acuto. Pensavamo tutti a febbraio di aver raggiunto la salvezza. Poi è successo qualcosa che ha fatto scivolare la squadra verso il basso. Siamo arrivati alle ultime giornate scarichi. Complessivamente però aver incassato 39 punti è stata una piccola impresa. Peccato – scuote la testa il bomber – che non siano bastati. Auguro comunque a Polotto, con il quale ci siamo lasciati bene, e a tutto il Cordenons di risollevarsi presto. Se lo meritano”.