Fano-Pordenone, i Ramarri visti da Perosa
Il ramarro non si ferma più. A Fano incassa la sesta vittoria in altrettanti incontri ufficiali, tre di Tim Cup e altrettanti di campionato. Determinante nell’occasione Giulio Parodi al quale l’aria di Fano deve far proprio bene essendo andato a segno anche la passata stagione contro i granata. Il centrale è stato pronto al 70’ a sfruttare il servizio di testa di Gerardi che ha fatto da torre sul solito corner di Burrai.
Non è stato un Pordenone brillantissimo. Pur mantenendo costantemente il controllo del gioco raramente i ragazzi di Colucci hanno saputo cambiar marcia o confezionare giocate imprevedibili. Proprio questo però lascia ben sperare per il prosieguo del campionato.
Se vince senza entusiasmare cosa farà la bestia neroverde quando produrrà anche spettacolo?
Nessuna sorpresa in avvio. Colucci ripropone il solito 4-3-2-1 con Martignago e Ciurria in appoggio a Gerardi.
CHI PIU’
STEFANI – Sempre e comunque il capitano! L’unico a mantenere sempre un alto grado di lucità. Sa sempre dove mettersi e cosa fare, anche nei momenti di confusione. Elemento insostituibile nel meccanismo neroverde. Cosa per altro nota anche nella gestione Tedino.
PARODI – In costante crescita. Fischieranno gli orecchi a coloro che lo consideravano solo un rimpiazzo da utilizzare in caso di epidemie. Non sarà ancora perfetto né continuo, ma Giulio si sta conquistando quel difficile ruolo di partner sportivo di Stefani. Ci vorrà ancora tempo per arrivare ai livelli del capitano, la cui vicinanza però lo aiuta a migliorare costantemente.
BURRAI – Ancora una volta il gol nasce da un piazzato prodotto dai suoi piedi pensanti. E’ il chiavistello che consente a Colucci di aprire ogni porta, anche quelle che i suoi arieti di prima linea non riescono a sfondare.
SAINZ MAZA – Il suo ingresso in campo ha cambiato l’atteggiamento del ramarro e, soprattutto, ha messo in confusione l’organizzazione sino a quel momento perfetta di Cuttone. Se la sua autonomia si allungherà sino al 90’ l’ispanico potrà davvero diventare fondamentale nel team di Colucci.
CIURRIA – Lavora parecchi palloni. Non sempre le sue iniziative e i suoi suggerimenti vengono compresi dai compagni.
CHI MENO
FORMICONI – Sempre positivo, ma non più quello di inizio stagione, quando comandava la fascia di competenza per l’intero incontro.
DE AGOSTINI – Michele non riesce a trovare continuità nelle percussioni sulla corsia mancina e sembra anche aver perso la misura nei cross.
