FeralpiSalò-Pordenone, i Ramarri visti da Perosa

03.10.2017 09:16 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
FeralpiSalò-Pordenone, i Ramarri visti da Perosa

Il Pordenone mantiene l’imbattibilità anche su un rettangolo difficile come il Turina, ma spreca un rigore e lascia il primato al Renate. L’episodio determinante della sfida con la Feralpi è arrivato al 36’ della prima frazione quando il signor Zanonato ha fischiato un penalty a favore dei ramarri per un fallo di mano in area di Staiti che ha alzato il braccio per anticipare Gerardi su un cross di Sainz Maza.

Incredibilmente lo specialista Burrai si è fatto parare da Caglioni il tiro dal dischetto forte, ma non abbastanza angolato. Solo un episodio poteva sbloccare l’equilibrio di una gara estremamente tattica. Anche questa volta Colucci ha presentato due novità nel suo 4-3-2-1: Bassoli centrale difensivo al posto di Parodi a fianco di Stefani e Buratto a centrocampo insieme a Burrai e Misuraca.

Serena ha risposto con un 3-5-2 che vedeva Guerra e Jawo in attacco e Ferretti in panca. Sainz Maza ha comincia con la maschera protettiva della quale si è liberato presto. Giovedì ramarri di nuovo in cambio alle 16.30 (cambio d’orario deciso dalle due società e approvato dalla Figc per favorire un maggior afflusso di pubblico) al Bottecchia con il Gubbio.

CHI PIU'

PERILLI – Non ha rigori da parare, come il collega caglionima anche il portierone di Colucci si fa apprezzare per gli interventi puliti e coraggiosi.

FORMICONI – Il più attivo dei ramarri. Inarrestabile sulla fascia destra che percorre decine di volte per arrivare sino alla linea di fondo da dove scarica una quantità industriale di palloni verso l’area avversaria che nessuno capitalizza. Era sulle fasce che dovevano insistere i neroverdi per aggirare la barriera difensiva di Serena.

BASSOLI – Parte dall’inizio per la prima volta e disputa una buona gara opponendosi con efficacia alla girandola di punte mandata in campo da Serena.

POPOLO NEROVERDE – Una ventina di coraggiosi che sono rientrati a casa verso l’alba dopo essersi sgolati inutilmente cantando per tutta la sfida “Volemo el gol del Pordenon”.

CHI MENO

GERARDI – Doveva essere duello esaltante fra vecchi compagni con Guerra. Federico si è perso nella terra dei leoni senza riuscire a sfruttare la vecchia legge dell’ex.