Filippini, il Menez neroverde, lancia la sfida all'Albinoleffe
Cinque gol in 12 presenze (delle quali solo 8 dall'inizio) e tutti in trasferta. Alberto Filippini pregusta già il match sabato (inizio alle 15) a Bergamo contro l'Albinoleffe all'Atleti Azzurri d'Italia, rettangolo che lui calcava già quando (05-07) era tesserato per l'Atalanta nelle cui giovanili era cresciuto. "Sì - ha affermato il "Menez" neroverde, ospite domenica sera di Roxy Bar Sportnordest a TPN si è divertito tanto da seguire malvolentieri l'addetto stampa marco Michelin al momento dell'abbandono -, il fondo è un biliardo, adatto per chi - sorride compiaciuto - fa buon calcio come noi". Ecco il dilemma: giocare con un centravanti vero, forte fisicamente, come De Cenco (o Strizzolo) o affidarsi a un giocatore di movimento come lui, capace di scambiare i ruoli durante il match con Cattaneo e Valente (o Finocchio)? Alberto rigetta il gioco della torre fra lui e DC9. "Possiamo starci sopra torre entrambi". In altre parole non ha e non vede problemi di coesistenza fra lui e un centravanti di ruolo. "Anche perchè - spiega Filippini - io credo che il Pordenone stia costruendo le sue fortune più sul gioco di squadra che sul valore dei singoli. Importanti - sottolinea - sono la mentalità e la collaborazione. Noi sotto questo punto di vista siamo un gruppo affiatissimo. Lo si è visto sabato (1-0 con la Pro Piacenza, ndr) dopo il gol di Francesco (Finocchio, ndr), quando tutti ci siamo stretti attorno a lui. E' un ragazzo eccezionale. Eravamo tutti contenti per lui che arrivava da un periodo difficile (lunga assenza per infortunio, ndr)". La settima vittoria stagionale (per la prima volta seconda consecutiva) ha lanciato il Pordenone verso la zona nobile della graduatoria. Lovisa ha puntato tre bandierine sulla road map dei ramarri. La prima all'ottavo posto (Tim Cup 16-17), la seconda al quarto (playoff), l'ultima sulla seconda, impronunciabile per scaramanzia, lettera dell'alfabeto. "Sognare - sorride Alberto - è l'unica cosa nel nostro mondo che non costa nulla. Noi siamo felici di farlo insieme al nostro presidente e alla città tutta. Siamo però già contenti - esce la razionalità del fantasista - di quello che stiamo facendo. L'obiettivo iniziale - ricorda - era la permanenza in terza serie. Prima pensiamo a quella. Una volta raggiunta la certezza matematica della salvezza potremo alzare l'asticella dell'ambizione. E - strizza l'occhio Alberto - non vediamo l'ora di alzarla".
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