Gigi Simoni: "Perso meritatamente con il Pordenone; mister Rossitto ha portato gioco"
Buongiorno presidente. “Mi chiami mister”. Dall’altra parte della telefonata risponde Gigi Simoni, appena rientrato a Cremona. Il quale con calma ritorna sul confronto con il Pordenone di sabato sera: impressione? “Ho osservato una partita persa da noi meritatamente, perché i neroverdi sono un’ottima squadra, che gioca, molto attenta dietro, con giocatori di personalità, mi è proprio piaciuta. Eravamo partiti abbastanza bene, ma non abbiamo sfruttato le occasioni e poi han cominciato a far la partita gli avversari. Che hanno avuto pochi episodi da gol e meno possesso, ma ci hanno chiuso bene. Nel secondo tempo c’è stata solo una nostra padronanza sterile”.
Soddisfatto di aver preso Fabio Rossitto ad allenare? “Siamo contenti, è bravo, si vede che adesso si gioca diversamente. A parte sabato, che non abbiamo giocato bene, ma abbiamo sempre costruito palle gol, anche quando abbiamo perso”.
Avete appena incontrato Feralpisalò e Pordenone, le inseguitrici del Cittadella: come vede il duello? “Ci hanno battuto tutte due, giocando in maniera diversa. Almeno contro di noi i bresciani hanno pensato di più ad attaccare. Loro penso siano un attimo più forti davanti e meno in difesa. Il Pordenone visto a Cremona ha mostrato buone cose in difesa e a centrocampo. Per il primato penso che il Cittadella non abbia problemi, certo però che sono soddisfazioni per il Pordenone essere in quella posizione lì”.
Dopo la partita il presidente dei neroverdi, Mauro Lovisa, si è infuriato perché non ha avuto accesso agli spogliatoi per poter festeggiare con la squadra. “Forse è stato fortunato ad avere sempre la possibilità di passare subito. Ho lo stesso ruolo e tante volte mi fanno aspettare come gli altri. Non è una cosa strana, penso sia capitato anche a lui. Capisco la fretta di congratularsi. Ho accettato che a volte si passi prima e allora ringrazio, in altre dopo e dunque paziento, ma non sono mai andato a lamentarmi”.
Ha saputo del contrasto di Lovisa con il vostro attuale mental coach Simone Teso? “Non ne so niente. So solo che sopportare qualcosa non è un segno di debolezza, anzi. Soprattutto quando si vince, sarebbe anche più facile”.
