Grand Hotel De Marchi, gente che va, gente che torna

25.11.2014 14:01 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il gazzettino di Pordenone
Grand Hotel De Marchi, gente che va, gente che torna

La iena se ne va con la coda fra le gambe. Foschi ha raccolto le sue cose ieri al De Marchi e ha salutato gli "amici". Si lascia alle spalle una vittoria (nella prima gara della sua gestione, 1-0 con la Cremonese), sette sconfitte di fila, la certezza di aver ottenuto poco rispetto al lavoro fatto, ma anche il giusto in rapporto al materiale che aveva a disposizione. Via lui è arrivato Fabio Rossitto che ha cominciato la sua nuova avventura neroverde. Grand Hotel De Marchi, gente che va, gente che viene. Questa volta, che torna.
QUESTIONE DI TEMPI - "Onestamente - ha detto Foschi prima di salire in macchina - è un esonero che non capisco. Se dopo la campagna di rafforzamento di gennaio avessi continuato a perdere me ne sarei andato da solo, facendo anche risparmiare la società (che lo dovrà pagare sino a giugno, ndr). Se il presidente ha deciso di "tagliarmi" ora significa che pensa di riuscire a migliorare la situazione già nei prossimi 4 turni (SudTirol, Monza, Novara e Real Vicenza)". A gennaio cosa avrebbe chiesto? "Almeno - risponde Foschi - 5 giocatori di categoria, decisamente molto più forti dei migliori attualmente in rosa. Intervento indispensabile per salvare la serie C". Forse proprio per questo è stato esonerato. Gelida la risposta quando gli viene chiesto se è convinto che tutti i giocatori ("zauliani" compresi) abbiano remato con lui. "Per far le congiure - risponde - ci vuole gente di carattere che in questo gruppo non c'è, nè nel bene nè nel male". Gira la chiave, mette in moto e mentre la macchina già si muove esclama: "Saluto tutti quelli che hanno avuto pazienza e creduto in me".
FABIO 2.0 - Diceva Aristotele: scrivi nella sabbia le colpe di un amico. Così ha fatto Fabio Rossitto. Anche dopo la maledetta gara di Porto Tolle (0-3) del 28 marzo 2013 che in pratica gli era costata la fiducia, come tecnico, dell'amico Mauro e il rinnovo del contratto. Il vento di tempesta di questi ultimi giorni ha cancellato ogni traccia. Solo un amico poteva accettare di rientrare in gioco con una squadra all'ultimo posto con appena 5 punti fatti in 14 turni, a 5 lunghezze dalla penultima (Albinoleffe), a 11 dalla salvezza diretta senza playout e con solo una promessa verbale di rinforzare l'organico a gennaio. Fabio si è messo subito al lavoro dopo una breve presentazione in spogliatoi. Il su credo è: "Lavoro, lavoro, lavoro". Con lui i ramarri impareranno a soffrire. Già in allenamento. Chiusa la sua prima seduta ci ha "regalato" due battute raggiungendo gli spogliatoi. "Felice - ha detto - di essere nuovamente a casa. Non potevo dire di no a un amico (Lovisa, ndr) nel momento del bisogno. La squadra? Atleticamente mi sembra a posto. Per il resto c'è molto da fare. Non prometto altro che impegno e onore".  
ULTRAS - Dopo la contestazione gli ultras hanno voluto precisare i destinatari del loro coro "dirigenti incompetenti" non includevano il presidente Lovisa e il dirigente Claudio Canzian.
Dario Perosa