I cicli cominciano e finiscono nel rispetto delle opinioni
Questione di rispetto. Durante l’incontro della dirigenza del Pordenone per annunciare presente e futuro della società, il presidente Mauro Lovisa ha attaccato un collaboratore del Gazzettino, Roberto Vicenzotto, "reo" di una serie di articoli evidentemente non graditi. In particolare l’ultimo: un commento in cui, partendo da un’osservazione del numero uno neroverde sulla fine di un ciclo sportivo, si parlava del senso da offrire alle parole. Il supercorso federale di Coverciano, considerato l’Università del calcio, ha indagato nel dettaglio l’idea dei cicli. Senza dover scomodare i soloni per provare a dirimere le piccole e grandi controversie locali sulla "correttezza", il presidente conserva il legittimo diritto di dire ciò che vuole, nel contesto che preferisce. Ma esiste anche la libertà di stampa. Il limite è l’onorabilità - rispettabilità dei soggetti dicui si parla, con la mediazione del buonsenso. Un conto è diffamare o minacciare, un altro è criticare. Una cosa è scrivere notizie false spacciandole per fatti veri; ben altro è manifestare opinioni, che sono e restano punti di vista. Si possono accettare o contestare, condividere o respingere, ma la violenza verbale resta sempre la risposta sbagliata.
p.p.s.
