Il pugno di Tedino per stendere la Cremonese

10.10.2015 15:08 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Il pugno di Tedino per stendere la Cremonese

“Se usi un dito alla volta difficilmente riuscirai a far male; ma se stringi le cinque dita in un pugno puoi stendere anche l’avversario più pericoloso”. Bruno Tedino presenta la sua versione moderna del più noto apologo di Menenio Agrippa (quello degli arti, dei denti e dello stomaco) e prova ad alzare l’asticella delle ambizioni neroverdi. Non lo fa alla vigilia del match in programma oggi (inizio alle 17.30) al Bottecchia contro la Cremonese, una delle formazioni più prestigiose del gruppo (ha conosciuto anche la serie A (a cavallo fra gli anni 80 e 90), una fra le meglio attrezzate del girone e con un tecnico di sicuro valore come Fulvio Pea che vanta 4 successi su quattro gare disputate la scorsa stagione (sulla panca del Monza) contro il Pordenone.
NOI INSIEME – “Un dito è la squadra – Bruno spiega la sua metafora -, uno è lo staff tecnico, uno la società, uno i media e uno, forse il più importante, è il popolo neroverde. Noi – ricorda il tecnico – siamo partiti in questo primo anno di “nuovo Pordenone” per ottenere la salvezza. I primi cinque turni sono andati meglio del previsto (terzo posto con 9 punti, ndr). Se le cinque dita sapranno stringersi e lavorare bene potremmo anche ambire a qualcosa di più. Ma – avvisa – dovremo lottare sempre insieme e in sintonia. I nostri tifosi sono una componente fondamentale. Non per nulla quando i miei ragazzi transitano sotto la “curva” corrono di più e osano di più spinti dall’incitamento degli ultrà”.
SECONDO LIVELLO – Tedino esibisce la sua nuova maschera perché sa che oggi il ramarro passa al secondo livello. “Vero – ammette – nelle prime cinque partite abbiamo affrontato, Mantova a parte, avversarie abbordabili. Non per questo meno pericolose. I ragazzi le hanno affrontate con la giusta mentalità e maturità, senza distrazioni. Ora passiamo al secondo livello. La Cremonese è squadra ben disposta, difficile da superare per vie interne. Bisogna aggirarla e aggredirla con fraseggi veloci. Proveremo a farlo. Per cambiare la storia della nostra stagione dobbiamo accelerare ancora un po’. Adesso il gioco si fa duro. Io mi esalto quando il tasso di difficoltà si alza e la pressione si fa sentire. Lo faranno anche i miei ragazzi”.

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