Lega Pro e notti neroverdi
Prima il vicepresidente Antonio Rizzo, poi il presidente Mario Macalli e quindi l'intero consiglio. Dimissioni per tutti. La Lega Pro è senza governance. Inevitabile vista la situazione con lo stesso Macalli inibito sino al 31 agosto per il caso Pergocrema, già "scaricato" dal presidente del Coni Giovanni Malagò e subito dopo dai suoi amici Tavecchio e Lotito (che pure hanno le loro gatte da pelare). A scatenare il fuggi-fuggi è stata la bocciatura del bilancio 13-14 durante l'assemblea dello scorso 30 giugno. Ma l'incendo era scoppiato già a dicembre dello scorso anno. Macalli avrebbe fatto bene a prenderne atto e a lasciare già allora. Ha fatto le barricate fidando sul supporto di Tavecchio e Lotito. Le grane scoppiate anche in casa dei vertici Figc (bananagate e inchiesta di Catanzaro) hanno scombussolato i suoi piani. Come avevamo già scritto la rivoluzione è partita dalla Lega Pro. Potrebbe non fermarsi.
ROAD MAP - Cosa succede ora? Sul piano pratico probabilmente nulla. Sul piano delle procedure la Figc (se non essa il Coni) nominerà un commissario per la gestione della terza serie sino a nuove elezioni (verosimilmente a fine agosto). Non nasceranno da qui problemi per le iscrizioni e i ripescaggi. Le regole sono stabilite. Basterà seguirle. Forse questa volta, con gli occhi di tutti addosso, meglio di prima. Restano quindi i termini del 14 luglio per mettersi in regola con la documentazione da fornire in supporto supporto alla domanda già presentata entro il 30 giugno dalle società che hanno maturato sul campo il diritto a partecipare alla serie C. Durante il consiglio Figc del 17 luglio verranno comunicati i nomi delle società che hanno soddisfatto tutti gli obblighi e sapremo il reale numero di posti disponibili. Ricordiamo che hanno già rinunciato all'iscrizione 4 società e che almeno una dozzina di domande non erano complete. Già 4 posti vacanti però dovrebbero essere sufficienti per consentire al Pordenone il ritorno in Lega Pro pagando la supertassa di mezzo milione a fondo perduto.
CONTRIBUTO - Non dovrebbe (il condizionale di questi tempi è sembre utile e giustificato) cambiare nulla nemmeno sull'importo della fideiussione. Quest'anno la Lega Pro aveva deciso di intervenire coprendo 200 dei 600 mila euro inizialmente stabiliti per ogni società attraverso un'unica garanzia di 12 milioni aperta tramite il Credito Sportivo. La Figc (evviva la semplificazione!) ha rigettato l'iniziativa pretendendo coperture dalle singole società. La decisione comunque era presa e, consiglio o commissario, verrà mantenuta. Resta da vedere come.
LE NOTTI NEROVERDI - Non dovrebbe esserci quindi ulteriore aggravio per Mauro Lovisa e soci le cui notti saranno già agitate per l'obbligo di versare la supertassa di mezzo milione e la fideiussione "normale" di 400 mila euro. "Pronti al sacrificio" - garantito Re Mauro, anche se qualcuno comincia a chiedersi se ne vale veramente la pena. La risposta arriva dal solito sondaggio di www.tuttopordenone.com. Alla domanda "Il Pordenone vuole il ripescaggio, sei d'accordo?" ben l'89.2 percento ha gridato "sì". Seguirà altro sondaggio: "Sei pronto a contribuire?"
