Lega Pro: Tutti in campo per la salvezza - Pordenone e Albinoleffe: chi perde retrocede - Ramarri d'attacco, ma Bjela resta in panca - Rossitto: ricordatevi quando ci prendevano per i fondelli
"C siamo e allora restiamo C". E' il motto di tutta la città, non solo del Pordenone. Tutti insieme, alle 15, al Bottecchia contro l'Albinoleffe. Undici in campo, duemilacinquecento intorno. Niente di personale contro la Celeste. Abbatterla però significa mantenere viva la speranza (attraverso i playout) di restare in terza serie. Sbatterci contro senza demolirla significa tornare dilettanti. Accedere all'overseason (probabilmente contro il Monza) consentirebbe al Pordenone qualche chance di ripescaggio anche in caso di sconfitta. Cosa quasi impossibile in caso di retrocessione diretta. Il popolo neroverde se ne rende conto e sarà presente oggi ai dei ragazzi di Rossitto.
UN SOLO RISULTATO - Il fato si è divertito a mettere di fronte nei 90' finali ultima (Pordenone) e penultima (Albinoleffe), distanziate di un solo punto. Ai bergamaschi ha dato il vantaggio di poter puntare anche al pareggio. Ai ramarri quello di giocare in casa. "E' un grandissimo vantaggio - ammette Fabio Rossitto -. Il Bottecchia sarà una bolgia. Siamo orgogliosi di aver suscitato tanto amore per i colori neroverdi. Nei giorni scorsi - sorride il Crociato - tutti in città ci fermavano per chiederci se siamo pronti e per incoraggiarci. Questo va oltre il calcio. E' unione, simbiosi. La gente ha compreso lo sforzo che abbiamo fatto per risalire la corrente. Città e società hanno preparato tutto per metterci nelle migliori condizioni. Noi li ripagheremo con determinazione e impegno. Mettermo anima e cuore. A volte una sola virgola può risultare determinante. Faremo in modo - promette il tecnico - che lo sia a nostro favore. Ma se così non dovesse essere, dovremo uscire dal campo con la coscienza pulita e la convinzione di aver dato proprio tutto".
SASHA IN PANCA - Rossitto risolve il quesito della settimana: giocherà Bjelanovic? "Più no che sì - risponde -. E' fuori da tanto. Non può essere al meglio. Potrebbe entrare in corsa, se necessario". Ovvio che a questo punto tutti sperino che resti incollato alla panca. Il tecnico più amato di sempre non rivela in conferenza stampa la formazione che ha in testa. Senza Sasha, probabilmente però rinuncerà al suo 3-5-2 per uno schieramento più offensivo con Careri fra i pali, difesa a quattro con Ferrani e Fissore a tener d'occhio Momentè (15 gol al suo attivo) e due esterni propositivi come Placido e Bertolucci. In mezzo difficilmente rinuncerà alla regia e ai piazzati di Andrea Migliorini ai fianchi del quale dovrebbero giocare Maracchi e Mattielig. Fortunato potrebbe essere il trequartista alle spalle di Maccan e Franchini. Se vorrà essere ancora più spregiudicato metterà Ravasi a fianco di Maccan con Franchini subito dietro. Rossitto sorride a ogni ipotesi. "Più che il modulo - ripete - conta l'atteggiamento dei ragazzi. In questa ultima settimana ho stuzzicato il loro orgoglio. Ho detto: ricordatevi quando tutti ci davano per spacciati e venivano anche in casa nostra a prenderci per i fondelli. Ora - conclude con soddisfazione - nessuno ride più di noi. Tanto meno l'Albinoleffe".
