Lovisa: "A Vinovo sono diventato juventino"
Accordo praticamente fatto. Il ramarro entra nel giro della Juventus. Mauro Lovisa lo aveva anticipato domenica sera a Roxy Bar Sport di TPN. Ieri il presidente del Pordenone si è recato a Vinovo, accompagnato dal direttore di campo facente funzioni di ds, Marcelo Mateos, dove ha incontrato il dg del settore giovanile bianconero Stefano Braghin, Federico Cherubini ds della Primavera e ha avuto occasione pure di parlare con Beppe Marotta, ad del sodalizio che ha appena conquistato il suo quinto scudetto consecutivo. Le parti si sono trovate in sintonia su tutto. L’accordo verrà formalizzato a metà maggio e il Pordenone diventerà la prima squadra professionistica italiana ad avere un rapporto di collaborazione istituzionalizzato con la Juventus. Il marchio delle zebre figurerà sulle casacche e le tute delle giovanili neroverdi. “Vinovo è il tempio del calcio italiano – ha dchiarato al ritorno un entusiasta Mauro Lovisa -: organizzazione stratosferica del centro unità alla semplicità delle persone che fanno parte della stessa. Tutto gira alla perfezione in un ambiente soft dove sentiresti volare anche una mosca. E’ il vero stile Juve e capisci perché i bianconeri sono leader in Italia da 5 anni”. Re Mauro bianconero? “Lo sono diventato oggi – sorride -. Certo ci fa piacere che la Juve abbia scelto noi fra le società professionistiche per iniziare una collaborazione utile e proficua per entrambe. I loro osservatori sono venuti al De Marchi più volte e hanno constatato la preparazione dei nostri tecnici, del nostro staff sanitario, l’organizzazione della nostra società e ovviamente sono rimasti colpiti dal nostro centro”. Cosa guadagnerà la Juventus e quali saranno i vantaggi del Pordenone? “Sarà – risponde Lovisa - una collaborazione che varrà sia per il settore giovanile che per la prima squadra. La Juve avrà la prima scelta sui nostri giovani che verranno costantemente seguiti dagli osservatori bianconeri. Alcuni dei loro prospetti promettenti potranno invece maturare nel Pordenone. Avevamo – rivela re Mauro – altre proposte da squadre professionistiche. Abbiamo scelto la Juventus perché condividiamo la sua filosofia. In particolare quella della valorizzazione di talenti italiani”.
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