Lovisa balla con le stelle: "La notte che avevo sempre in mente"

21.03.2016 11:01 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Lovisa balla con le stelle: "La notte che avevo sempre in mente"

"Notte di stelle". Così Mauro Lovisa ha definito il successo dei suoi ramarri sul Padova (2-1) sotto i riflettori del Bottecchia sabato sera. "E' la notte che avevo in mente - racconta re Mauro sin dal primo giorno in cui accettai la prosta di Sergio Bolzonello di occuparmi del Pordenone. Una grande partita sotto i fari, fra due grandi squadre, davanti a un grande pubblico. Così è stato sabato. Atmosfera da grande calcio. Forse - si ferma un attimo a pensare re Mauro - per la prima volta in duemiladuecento abbiamo vissuto dal vivo quello che spesso in passato tanti avevano visto solo in tivvù. La prima - promette - di una lunga serie perchè siamo arrivati sin qui non abbiamo nessuna voglia di fermarci". L'avevamo definita alla vigilia la vera gara della svolta. Il bivio fra una stagione positiva e una stagione memorabile. Perdere sarebbe probabilmente significato rientrare fra i ranghi. Il pareggio è degli ignavi. Vincere chiedere la affiliazione in quello che lo stesso Lovisa ha definito "il club delle sette sorelle", quelle che si giocheranno l'accesso all'appendice nobile sino al termine della stagione regolare. Poi tutto potrà succedere. A togliere ogni dubbio sul ruolo che avrebbe potuto interpretare da qui all'8 maggio il ramarro è stato Alex Pederzoli, appena dopo 240 secondi di gara. "Ho provato - racconta il regista - e mi è uscito un tiro bello, forte e angolato. Il loro portiere (Favaro, ndr) era posizionato come se si aspettasse un passaggio ed è rimasto sorpreso". Per Alex è il primo gol su azione. Gli altri 4 erano stati realizzati su piazzati. Anche a questo è dovuta l'esultanza straripante e la corsa verso compagni e tribuna. "Sì - ammette -, ma soprattutto perchè era un gol che la squadra si meritava dopo la sconfitta immeritata di Bassano". Pederzoli, ammonito, verrà squalificato e salterà la gara di giocedì ad Alessandria. Tedino ha pescato il secondo gol in panca. Autore Matteo Buratto, unico superstite del Pordenone del Pordenone campione d'Italia di Carmine Parlato. Sarà lui probabilmente a sostituire Pederzoli giovedì ad Alessandria. Dentro e subito in gol. "Sì - annuisce il centrocampista -. C' stato un lancio di Stefani con palla spizzata di testa verso centro area da Strizzolo. Il difensore l'ha mancata o non è arrivato a toccarla. Ho messo il piede io e sono riuscito a spedirla alle spalle di Favaro". I padovani sono ancora lì che protestano per un supposto fallo di Strizzolo e per un altrettanto supposto fuorigioco. "Io - si tira fuori dai guai Matteo -, non ho visto niente. Ero concentrato solo sulla palla". Giovedì altro "spareggio" ad Alessandria. "Abbiamo dimostrato - rsponde Buratto - che possiamo giocarcela con tutti. Andremo ad Alessandria senza alcuna paura. Come abbiamo fatto in tutte le altre gare di questa fantastica stagione". Sarà un'altra gara fantastica con i grigi che sono arrivati sino alle semifinali di coppa Italia, eliminati dal Milan, dopo aver a loro volta tagliato fuori dalla competizione Palermo, Genoa e La Spezia che si era imposta sulla Roma. All'andata al Bottecchia finì 1-1 con rete iniziale di Mezzavilla e pareggio di De Cenco.

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