Mateos: io ci credo sempre più

05.01.2015 10:36 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Mateos: io ci credo sempre più

E' nato il 25 dicembre come il bambin Gesù. Marcelo Mateos però non ha la faccia nè del bambinello nè di Babbo Natale. Eppure ti mette allegria. Ci vuole al De Marchi, fra tristezza e malinconia. Per un po' Marcelo ha mantenuto un profilo basso. Dal "taglio" di Luciano Foschi. Forse proprio perchè era stato lui a "sponsorizzare" la "iena" presso Mauro Lovisa. Con l'arrivo di Rossitto si è dato da fare ancora di più. L'intesa con il "Crociato" è nata spontanea. Come succede fra gente seria (non triste), che ama il calcio e lo conosce in ogni aspetto. Dal trentaquattresimo compleanno, dopo che i ramarri avevano interrotto 10 turni di digiuno, ha ricominciato a parlare.
YES WE CAN - "Io ho sempre creduto nella salvezza e ora - esordisce Mateos - ci credo ancora di più. Fabio (Rossitto, ndr) è un grande uomo, prima che un buon allenatore. Sta facendo capire a tutti quali sono i giusti valori: lavoro, fatica, fede, impegno. All'inizio - sorride il direttore di campo - qualcuno è rimasto basito. Poi hanno capito e cominciato a remare con intensità tutti nella stessa direzione".
RINFORZI - Sono arrivati Andrea Migliorini, Sasa Bjelanovic e Davide Salvatori. Non è però la rivoluzione ipotizzata da Lovisa. "Il mercato - sorride Mateos - non è nemmeno ufficialmente iniziato (comincia oggi e si chiude il 2 febbraio, ndr). Ora stiamo provando a portare a casa Davide Bertolucci che vuole il Pordenone. Da ultimi non abbiamo appeal. Almeno sino agli ultimi giorni quando - strizza l'occhio - potrebbero non averlo quelli che oggi fanno i preziosi".