Pordenone-Albinoleffe, i giudizi di Perosa - Careri, la mano di Dio...
CARERI - Quando serve c'è sempre. Anche zoppo alla Enrico Toti. Tira fuori almeno due palloni che tutti avevamo già visto in rete. "Sul secondo la mano non era sua - dirà alla fine Lovisa -; era quella di Dio".
ROSANIA - Perfetto. Non lo aspettavamo fra i primi 11. Del resto in settimana aveva confessato a un amico: "Io voglio restare in C e voglio restare a Pordenone".
FISSORE - Anche lui ha stretto i denti e ha resistito sia al dolore che agli assalti della Celeste.
FORTUNATO - Doveva essere l'alternativa ad Andrea Migliorini. Ha dimostrato di poter dividere col Miglio neroverde regia e interdizione a centrocampo.
MATTIELIG - Chiamato quando serve mazzolare.
FERRANI - Insuperabile in mezzo alla difesa. Momentè si è visto poco. Silva Reis mai. E' uno dei pilastri sui quali è stata costruita la rinascita del Pordenone.
BERTOLUCCI - Il pendolino di sinistra è stato fermato solo da un infortunio al 70'.
GHINASSI - Pronto alla chiamata.
PLACIDO - Un'altra prestazione da veterano. Non ci sono più parole per il sampdoriano.
A. MIGLIORINI - Con lui è un'altra cosa. La palla gira con giusti tempi e va nei posti giusti.
MACCAN - Ancora una volta solo contro tutti là davanti. Sfortunatissimo. Andate al Bottecchia. Il legno che ha centrato al 64' sta vibrando ancora.
BJELANOVIC - Sorprende la sua presenza. Non è in condizione. Sbaglia un paio di facili opportunità. Dicono che la sua esperienza sia preziosa. Per chi la vede o la sente.
FRANCHINI - Subentra a Bjela. E si sente.
MARACCHI - Ha rifiutato il Teramo per restare a soffrire a Pordenone. Ora sappiamo perchè. Macina chilometri, contrasta e propone. Segna pure. Bravo mulo!
