Pordenone Calcio e Maccan, oggi il divorzio
Festeggiati i quarantanni di matrimonio con la moglie, Ezio Maccan arriva al divorzio dal Pordenone calcio dopo un triennio. Entrato nel club neroverde a novembre 2012 quale terzi azionista, l’allora presidente del Prata e noto imprenditore mobiliero si affiancò a Mauro Lovisa e al presidente onorario Gianpaolo Zuzzi. Quella operazione non era solamente legata ad una partecipazione azionaria, ma si sarebbe dovuta configurare – dalle dichiarazioni ufficiali del tempo – in un più ampio progetto di stretta collaborazione e sinergia, sportiva ed organizzativa, tra il Pordenone Calcio e il Prata. Addirittura affermando che si intendeva riproporre, con le dovute proporzioni, quello che l’Udinese stava facendo con il Granada in Spagna ed il Watford in Inghilterra. Si sa com’è andata poi. La decisione di Ezio Maccan di uscire dal Pordenone calcio, maturata negli ultimi caldissimi mesi anche per divergenze nelle scelte compiute, dovrebbe trovare compimento in giornata, con la formale cessione delle quote detenute (il dieci per cento della s.r.l.). Non è dato a sapere se le stesse saranno riacquisite dal presidente, oppure se saranno diversamente distribuite fra gli altri soci. In particolare Maurizio Orenti, ultimo socio inserito, ma il cui rilievo all’interno del Pordenone calcio sta palesando una continua crescita. Sia per gli aspetti legati alla sponsorizzazione principale che ha sostituito l'azienda presidenziale sulle maglie, che per quelli non meramente gestionali e di rapporti con l’esterno. Intanto, l’evoluzione societaria si sta formalizzando “sotto traccia”, soprattutto per la ritrosia dello stesso Ezio Maccan di esternare. Parimenti a quando il figlio Denis, con la maglia neroverde del Noncello e non lagunare come sabato, realizzava gol per vittorie storiche.
