Pordenone Calcio - Gerardi: "Espugneremo il fortino del Fano"
Federico Gerardi come Mr Hyde e il dottor Jekyll del celebre romanzo di Robert Louis Stevenson, trasformato non da una pozione, ma dal gol (primo in maglia neroverde) rifilato domenica al Sudtirol.
L’inzuccata che ha permesso ai ramarri di pareggiare e avviare la rimonta lo ha.
"Sì – annuisce Federico -, finalmente sbloccato. Per me segnare al Bottecchia in maglia neroverde è stata una soddisfazione immensa. Lo si sarà capito – sorride – da come ho esultato”.
Gol importante perché ha annullato l’ottima partenza degli altoatesini.
“Già – conferma l’attaccante -, la partita si era messa male. Loro erano tosti e inizialmente ci hanno messo in difficoltà. Poi abbiamo saputo reagire e cambiare la storia della partita”.
Operata la trasformazione in campo c’era un altro numero nove, più sicuro e convinto dei propri mezzi, pronto a dialogare con i compagni con la forza di un gigante e l’eleganza di un fenicottero.
“Ma sì – sorride ancora Federico -, conta fare gol, però io so anche mettermi a disposizione dei miei compagni facendo il lavoro sporco per favorire i loro inserimenti e magari anche servendo loro qualche assist importante. Conta la squadra, non i gol dei singoli”.
Colucci ha sempre creduto in lui, garantendogli il posto da prima punta anche quando per struttura fisica sembrava più indietro di condizione rispetto agli altri. Ora, con il gol segnato al Sudtirol, il posto è ancora più blindato nonostante la folta concorrenza (8 attaccanti a disposizione del tecnico).
“Non è un problema – precisa Federico -: più siamo meglio è. Se vogliamo andare lontano ci sarà bisogno di tutti”.
Domenica il Pordenone affronterà la prima di due trasferte consecutive (Fano e Bassano).
“Pensiamo a una alla volta – invita Gerardi -. Il Mancini è un bel fortino. Non sarà facile espugnarlo, ma sono fiducioso. Abbiamo acquisito una buona ideologia di gioco e abbiamo tutte le possibilità – è convinto Federico - di riportare a casa altri tre punti importanti”.
