Pordenone Calcio: i saluti a Gastone Espanoli, dirigente gentiluomo

01.05.2019 09:59 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: i saluti a Gastone Espanoli, dirigente gentiluomo

“Gastone mi definiva un amico Fedele”.

A ricordarlo è stato proprio Adriano Fedele anche lui presente ieri al Beato Odorico di Pordenone per l’ultimo saluto a Gastone Espanoli.

Tanti altri amici erano presenti, per testimoniare stima e affetto verso il dirigente gentiluomo del Pordenone e per fare coraggio alla moglie Dea Bianchi e ai figli. Non ha voluto mancare ovviamente Sergio Bolzonello in veste strettamente personale che ha assistito alla funzione avendo, come al Bottecchia, al suo fianco Mauro Lovisa. Fra gli altri anche Giampaolo Zuzzi, Vittorio Anzovino, Pierantinio Rigo, Ermanno Tomei, Carlo Bullara, Lauro Canese, Giuliano Gregolin Gianpaolo Leonardi e Fabio Rossitto: pagine o capitoli interi della storia del ramarro.

"Non solo un amico: Gastone – riprende Adriano Fedele mi è stato anche compagno in mille battaglie fatte in anni belli ma anche difficili per i colori neroverdi".

Fedele si riferisce alla sua seconda esperienza come tecnico del Pordenone dal 2001 al 2003 che, nonostante il buon comportamento della squadra, si concluse con la non accettazione da parte della Figc dell’iscrizione nel campionato di C2 per inadempienze economiche.

“Mi ricordo anche – che era un ottimo mediatore, soprattutto fra squadra e arbitri dei quali conosceva ogni segreto e ogni hobby riportato su un suo quadernetto. Ino non ho mai avuto un carattere facile e lui – sorride al ricordo l’Adriano - mi ha salvato tante volte dalle ire dei fischietti. Grazie ancora gastone”.

Commosso il ricordo pronunciato pubblicamente da Mauro Lovisa.

“Se non fosse stato per Gastone – ha detto re Mauro – non sarei diventato presidente del Pordenone non starei ora vivendo giorni di grande soddisfazione per la storica promozione in serie B. Fu lui a “comprarmi” dallo Spilimbergo nel 1994 per farmi vestire una casacca neroverde della quale mi innamorai perdutamente sino poi ad accettare di diventare presidente della società tredici anni dopo”.

Simpatica l’aggiunta fuori onda di Pierantonio Rigo, presidente dei ramarri nella seconda metà degli anni ’90.

“A Gastone piaceva Lovisa, io invece stravedevo per la classe e l’intelligenza del regista Luca Cleva. Andammo insieme a Spilimbergo. La dirigenza delle aquile era disposta a cederci Lovisa, ma non Cleva. Io allora dissi: o tutti due o nessuno. Alla fine cedettero. Se Lovisa ha fatto e sta facendo la storia dei ramarri i pordenonesi – riesce a sorridere anche Rigo - devono ringraziare Luca Cleva”.

Non poteva mancare il ricordo di Fabio Rossitto, uno dei compagni inseparabili (assieme allo stesso Fedele) delle cene neroverdi che Espanoli organizzava con cadenza biennale.

Gastone – afferma Fabio – riusciva sempre a coinvolgere tutti ed era apprezzato da tutti per la sua intelligenza, la sua classe e per la grazia e la delicatezza della sua ironia. Erano una persona che sapeva dirti quello che pensava facendo arrivare il messaggio sulle ali della leggerezza. Pordenone – conclude il Crociato - ha perso uno dei suoi figli migliori”