Pordenone Calcio: Il Crociato e il suo scudiero
Ancora una volta Michele De Agostini è stato il migliore in campo. Non tanto per il gol realizzato al Renate dopo appena 100 secondi dal fischio d’inizio, ma per come ha affrontato la sfida con le pantere sin dal fischio d’inizio. Anzi, prima ancora del fischio d’inizio.
Quando la truppa di Fabio Rossitto è uscita dal tunnel degli spogliatoi per il riscaldamento, Michele è scattato subito, appena entrato in campo. Quando gli altri hanno raggiunto la linea di centrocampo, De Agostini era già arrivato a quella di fondo e stava tornando indietro.
Se tutti avessero avuto domenica la stessa determinazione di Michele, il Renate non avrebbe agguantato il pareggio a 8’ dal 90’. Non solo: se tutti i ramarri avessero avuto lo stesso atteggiamento di Michele durante tutto il campionato saremmo probabilmente qui a raccontare un’altra storia.
METAMORFOSI – Quello realizzato domenica è stato il terzo centro stagionale di De Agostini che era già andato a segno con il Ravenna e la Reggiana. Tanti gli assist, innumerevoli i traversoni, impossibile misurare i chilometri percorsi sulla fascia mancina. E dire che la scorsa estate qualcuno aveva messo in dubbio la sua conferma in neroverde. Non va poi dimenticato che Colucci, nell’ultima parte della sua gestione., lo aveva relegato in panca. Bravo il Crociato a restituirgli la sua fascia.
La rinascita del Pordenone è coincisa anche con il ritorno da titolare di Michele. Ruoli diversi rispetto a Rossitto calciatore (centrocampista), ma spirito uguale. Lo spirito di chi sa che se vuoi qualcosa devi lottare e faticare per ottenerla.
