Pordenone Calcio - Il giudizio del Crociato Rossitto: "Bisogna crederci!"
Che stia in panca da allenatore o in tribuna da tifoso Fabio Rossitto resta sempre e comunque un grande cuore neroverde e continuerà a seguire la squadra almeno sino a quando non troverà una sistemazione in corsa a lui gradita.
Come alternativa potrebbe accettare la proposta fattagli da Mauro Lovisa e Denis Fiorin di diventare una sorta direttore tecnico del vivaio neroverde, supervisore e coordinatore degli allenatori delle giovanili. Figura indispensabile in una società che punta forte sul vivaio e che ha già ottenuto risultati straordinari con il titolo nazionele Under 17, la finale nazionale Under 16 e con la soddisfazione di vedere una dozzina di ragazzi pescati al De Marchi durante l’estate da club di serie A e B.
Intanto l’ex azzurro si aggiorna sui metodi di allenamento e riprende la sua presenza settimanale sulle nostre pagine in veste di esperto commentatore.
Il “prendi e lascia” di Lovisa, che già tre volte nel corso della sua gestione lo ha chiamato sulla panca neroverde per poi liberarlo dall’impegno, non ha per nulla incrinato il rapporto con l’amico Mauro (come lo definisce lui stesso) né ovviamente l’amore per il Pordenone. Martedì sera Rossitto era regolarmente al suo posto in tribuna per assistere all’esordio dei ramarri contro l’Alma Juve Fano.
“Devo dire – comincia il Crociato – che la squadra mi ha fatto un’ottima impressione. Si è mossa con grande compattezza e stabilità, nonostante le assenze importanti di Berrettoni, Misuraca e Germinale. Nella prima frazione ha espresso anche fasi di buon calcio. E’ stata concreta e ha capitalizzato quasi tutto quello che doveva capitalizzare. Nella ripresa si è limitata a controllare la reazione dell’Alma Juve e – sottolinea Rossitto - ha portato a casa il risultato con grande maturità”.
Giudicata la squadra nel suo insieme, Fabio passa a parlare dei singoli.
“Ottime – dice – sono state le prove di Gavazzi, Candellone e Semenzato. Il rientro di Daniel è importante perché con lui la catena di destra ha acquistato dinamismo e qualità. Il gol è stato un giusto premio per il suo apporto. Non scordiamo – sottolinea che mancava Gianvito Misuraca. Con il suo rientro saranno tanti i pericoli che per gli avversari arriveranno dalla fascia destra del Pordenone”.
D’accordo su tutto, però nella ripresa Tesser ha tolto un attaccante (Magnaghi) per inserire un centrocampista (Damian) e nei minuti finali una mezzapunta (Ciurria) per mandare in campo il quinto difensore (Bassoli). Con Rossitto in panca (e anche prima) re Mauro difficilmente tollerava difese a cinque, tanto che in estate aveva scelto inizialmente Mauro Zironelli perché lo entusiasmava il suo 3-4-3.
“E’ l’evoluzione della specie – scherza Fabio -. Evidentemente è stato bravo Attilio Tesser, grazie alla sua esperienza e alle sue conoscenze tattiche, a modificare il credo di Mauro. Ho già detto più volte – ripete con la solita grande onestà intellettuale Rossitto – che Tesser è stato il miglior acquisto dell’estate neroverde che ha poi portato al Bottecchia anche giocatori importanti”.
Il Crociato è convinto che questa nuova maturità in campo e in sede possa essere l’arma vincente del Pordenone.
“I risultati della prima giornata – afferma il Crociato – hanno già fatto capire che questo non sarà un campionato facile per nessuno, nemmeno per le super favorite. Il Pordenone alla vigilia non era veniva giudicato da prima fascia. Proprio questa tranquillità psicologica, l’esperienza di Tesser, l’accresciuta maturità della società e l’entusiasmo dei tifosi, che non è mancato nemmeno martedì - conclude con fiduciosa speranza Rossitto -, potrebbero portare a risultati davvero importanti”.
