Pordenone Calcio: Il settebello neroverde del pittore Dario Rosolen
Quello di Dario è un record che ha attirato l’attenzione dei siti nazionali.
“Sì – annuisce con soddisfazione -, siamo in 7 abbonati in famiglia: io, mia moglie Maria, mia figlia Katia, mio figlio Cristian e i miei nipoti Davide, Erika e Maria. Non solo: per la gara con la Maceratese abbiamo acquistato altri due biglietti per mio genero Fabio e mia nuora Annalisa. Saremo prima a pranzo a casa mia e poi andremo in gruppo al Bottecchia”.
Scorre sangue neroverde nelle vene di Rosolen, classe ’49, ex titolare del negozio “Ortofrutta Stadio” (nei pressi del Bottecchia), pittore astrattista figurativo conosciuto nel Triveneto.
“Mi portava allo stadio mio papà Celeste, sulla stanga della bicicletta quando ero bocia. Aspettavamo l’intervallo – ricorda – per entrare gratis. Erano gli anni con Cesarini prima e Varglien poi in panca (58-59, 59-60, ndr)”.
Ho visto il Pordenone in tutte le serie dalla C sino alla prima categoria del 1992 e successiva risalita”. Rosolen fu anche gestore dei ramarri.
“Già – conferma -, nel ’94. Bongiorno aveva mollato tutto. Per qualche settimana abbiamo salvato noi, il mio amico Guerra, io e un paio di altri tifosi, la baracca con gli incassi delle partite. Comprammo le maglie di tasca nostra e più di una volta allungammo un “cinquantamila” ai giocatori che non avevano nemmeno i soldi per la benzina. Poi arrivò Rigo che contattò Setten. Fui io – gli brillano gli occhi - a segnalargli Lovisa. Avevamo appena finito di giocare, e perdere, a Spilimbergo. Mauro ne fece 3. Io gli dissi: tu sei da D, cosa fai in Promozione? A me piaceva il 9, a Rigo il 10 (Cleva, ndr). Li prese entrambi. La storia di re Mauro iniziò lì”.
Dario esporrà le sue opere dal 5 al 30 aprile a Castelbrando.
“Ci sono – racconta – anche 2 quadri neroverdi. Se il Pordenone verrà promosso – promette – ne farò un altro per l’occasione e lo regalerò alla società, sperando che venga esposto nel nuovo stadio”.
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