Pordenone Calcio: Jack Bindi campione in campo e fuori
Chi dovrebbe restare e raccogliere i frutti di quanto d’importante ha saputo dare al Pordenone è Jack Bindi, alla sua quarta promozione, terza negli ultimi quattro anni.
“Già – sorride Bindi -, in altre piazze non ho avuto l’occasione di usufruire di quanto avevo conquistato. Non mi sono però perso d’animo e sono arrivato qui a Pordenone con la stessa volontà di conquistare la serie B”.
Jack è stato uno degli artefici principali della scalata neroverde. Attento fra i pali, perfetto nelle uscite e pure capace di ipnotizzare gli avversari in occasione dei rigori.
“Conservo nel cuore – afferma – quello parato a Granoche al Rocco con la Triestina perché ci permise di vincere (2-1, ndr) il derby e di allungare dieci punti il distacco dalla stessa Unione, seconda”.
Distacco che poi ha consentito ai ramarri di gestire al meglio il finale di stagione. Per quella parata, per il rendimento offerto in tutta la stagione e anche per i suoi meriti extracalcistici a Bindi è stato consegnato a Milano il premio Memorial Facchetti. Nella motivazione si rileva che Jack, oltre a essere un ottimo portiere, è uno sportivo che si impegna nel sociale. E’ infatti testimonial e vicepresidente dell’associazione Live Onlus che raccoglie fondi per finanziare importanti progetti quali “Cuore-Batticuore” attraverso il quale l’associazione stessa dona i preziosi apparecchi salvavita defibrillatori a centri sportivi, scuole, associazioni sportive e comuni. Non solo: pur impegnandosi al massimo in partita e negli allenamenti settimanali.
Bindi ha trovato anche il tempo di studiare. E’ a un passo infatti dal conseguimento della laurea in psicoeconomia, corso che comprende sia gli esami classici e fondamentali di economia, dalla statistica ai metodi matematici, ma che si allarga anche ad aspetti nuovi e tattici come psicologia del pensiero, sociologia e psicologia del lavoro.
Un atleta-studente modello del quale sono fieri la società e la città di Pordenone.
