Pordenone Calcio - Maracchi: "Sento ancora il boato del Bottecchia; Rossitto una garanzia"
Dici Albinoleffe e pensi Maracchi. L’abbinamento è inevitabile soprattutto fra quei duemiladuecento che accorsero al Bottecchia, nell’ormai lontano maggio 2015, per assistere al match fra i neroverdi (anche allora allenati da Fabio Rossitto) e la Celeste.
Più ancora di oggi allora era assolutamente necessario vincere.
Il Crociato aveva preso in mano le redini dalla iena Foschi quando sembrava non esserci più speranza alcuna di salvezza e grazie a una clamorosa rimonta era riuscito ad arrivare a una sorta di spareggio per entrare in zona playout proprio con i bergamaschi.
Anche allora come oggi il reparto avanzato era in affanno.
Il tanto decantato Bjelanovic sembrava un “turista fai da te” e Maccan aveva qualche difficoltà a fare a sportellate da solo contro l’intero reparto arretrato avversario, tanto da trasformarsi da bomber in assist-man. Splendido il suo servizio al 35’ della prima frazione per il croato che lo sprecò calciando sul fondo da posizione favorevolissima. Toccò allora al mulo Maracchi segnare il gol che decise l’incontro all’11’ della ripresa sfruttando un cross rasoterra di Placido.
“Mi sembra di sentire ancora – riavvolge il nastro indietro Federico – il boato del Bottecchia. Non lo scorderò mai. Fu un’emozione fortissima. Con Rossitto in panca la squadra si era trasformata e aveva riconquistato i tifosi. Loro e noi eravamo una cosa sola. Da quanto leggo e mi raccontano – continua el mulo – sta succedendo di nuovo anche oggi. Fabio riesce a infondere a tutti una carica incredibile. Sono certo che accorreranno in massa anche sabato a dare il loro contributo alla causa neroverde”.
Il Pordenone di oggi avrebbe bisogno di un Maracchi stoccatore, proprio in considerazione dell’anemia dell’attacco neroverde. In avvio stagione il popolo naoniano, così come la società, contava molto su Gerardi. Fede aveva iniziato bene (5 gol), poi l’infortunio a una spalla lo costrinse a uno stop lungo due mesi. Non si è ancora ripreso del tutto. Maracchi è stato compagno di squadra di Gerardi per mezza stagione a Salò, prima di emigrare a Trapani e da gennaio a Novara (in B).
“Fede – lo aveva descritto allora Maracchi - E’ un ottimo giocatore, grande fisico, buona tecnica e tanta volontà. Ragazzo serio. Inoltre – sottolineò - è un pordenonese doc e se io, triestino, sentivo l’orgoglio di giocare nella mia regione, lui avrà ancora più motivazioni per fare bene”.
El mulo non ha cambiato idea.
“Appena sarà di nuovo al 100 percento – dice infatti – tornerà decisivo”.
