Pordenone Calcio - Rossitto: "Ramarri padroni del loro destino"
“Sì, ci sarò: non è possibile mancare un avvenimento che rappresenta contemporaneamente la sintesi di anni di grandi investimenti e sacrifici da parte di Mauro Lovisa e dei suoi soci e il momento più alto della centenaria storia del Pordenone Calcio”.
Fabio Rossitto, cuore neroverde, figlio del nostro territorio, che ha raggiunto le vette più alte del calcio nazionale (in serie A ha vestito le casacche di Udinese, Napoli e Fiorentina e può vantare anche una presenza in nazionale nel 96 a Budapest contro nel successo per 2-0 contro l’Ungheria) esprime il concetto che domenica spingerà al Bottecchia quasi tremila tifosi neroverdi. Lo stadio-velodromo cittadino non riuscirà a contenere tutti coloro che vorranno festeggiare la storica conquista della serie B.
“Vivere il campionato di serie B proprio nell’anno del centenario (2020, ndr) – riprende Fabio – è il massimo. La cadetteria – ricorda il Crociato – è sempre stata l’obiettivo di Mauro Lovisa. Ricordo che lo dichiarava già nel 2007, quando assunse la carica di presidente di un Pordenone che allora militava nel campionato di Eccellenza regionale. Quando prometteva “Un giorno saremo in B” allora tutti ridevano. Ora ci stiamo arrivando e, se lo conosco bene, non si fermerà lì; punterà alla serie A”.
Da ex giocatore e da tecnico, Rossitto sa però che l’euforia del momento potrebbe giocare brutti scherzi.
“Già – annuisce -, il rischio è quello di dare tutto per scontato. Invece domenica i ramarri si troveranno davanti una Giana Erminio in salute che punta a raggiungere i playoff. Sarebbe imperdonabile sottovalutare l’impegno. Sono certo però che Tesser ha tutta l’esperienza e la competenza per fare in modo che i suoi ramarri scendano in campo con la concentrazione e la determinazione giusta per centrare l’obiettivo”.
Rossitto ricorda di aver vissuto nella sua lunga carriera momenti analoghi.
“Simili – precisa -, non uguali. Nella stagione 1991-92 con l’Udinese arrivammo a giocarci la promozione in serie A all’ultima giornata di campionato dopo un lungo testa a testa con il Cosenza per la conquista del quarto posto che valeva il salto di categoria. Il Cosenza venne sconfitto a Lecce, noi vincemmo ad Ancona e festeggiammo insieme ai tantissimi supporters bianconeri che ci accompagnarono nelle Marche”.
In panca c’era Adriano Fedele che aveva sostituito in corsa Franco Scoglio.
“La differenza – riprende il Crociato – sta nel fatto che i ramarri, con 5 punti di vantaggio sulla Triestina a due sole partite dal termine della stagione regolare, domenica saranno padroni del loro destino. Se batteranno la Giana Erminio non avranno nemmeno bisogno di conoscere il risultato della sfida al Rocco fra Triestina e Teramo”.
La gioia della festa rischia però di essere almeno un po’ offuscata dall’incertezza di quello che succederà al Pordenone dopo la conquista della serie B. L’ipotesi di un trasloco nella vicina Marca non fa dormire sonni tranquilli ai tifosissimi neroverdi.
“Ora – risponde Rossitto - è importante pensare solo ed esclusivamente alla gara di domenica. Vincerla e poi festeggiare. Al futuro si potrà cominciare a pensare da lunedì. Certo, raggiungere lo storico traguardo e poi vedere andare via la squadra sarebbe un dispiacere enorme per tutto il popolo neroverde. Io sono certo che Mauro farà tutto il possibile e anche l’impossibile per rimanere a Pordenone, anche se inizialmente bisognerà trasferirsi al Dacia Arena di Udine per seguire i ramarri. Treviso? E’ una possibilità. Vedremo dopo la fine del campionato (e la chiusura del crowdfunding Pordenone 2020 del 15 maggio, ndr). La mia fede incrollabile mi dice però che una soluzione verrà trovata e che, scoppiato finalmente l’amore fra la città e la sua squadra di calcio, tutto – conclude il Crociato – si risolverà nel migliore dei modi”.
