Pordenone Calcio: torna in scena Bolzonello

03.04.2019 09:35 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Il Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone Calcio: torna in scena Bolzonello

Ramarro a cinque passi dalla storica promozione in serie B, traguardo mai raggiunto prima nella centenaria storia della società. Ma poi, cosa succederà?

Se lo sono chiesto in molti nei pochi momenti di lucidità concessi dallo stato di euforica ebbrezza prodotto dalla straordinaria cavalcata dei neroverdi verso il calcio dei grandi. Molti hanno di proposito soffocato il pensiero di fastidiose trasferte di fine settimana di là de l’aghe per andare a tifare neroverde al Dacia Arena. Eppure, se tutto andrà bene, salvo clamorosi ripensamenti, la gita con cadenza bisettimanale a Udine dovrà diventare un’abitudine. Primo perché il Bottecchia non va più bene neppure per la serie C. Secondo perché le migliorie in programma al Tognon basterebbero solo per la serie C e, in ogni caso, re Mauro lì non ci vuole più andare.

Ma quanti seguiranno veramente a Udine i ramarri nei freddi mesi d’inverno? E soprattutto, per quanto tempo ci dovremo andare?

Uno stadio nuovo di stecca non si costruisce a Pordenone in pochi mesi. Un altro è stato però il timore più grosso di coloro che hanno accompagnato la crescita del ramarro dai campi di periferia dei dilettanti regionali sino alle soglie della serie B. Ben più terribile è stato (ed è tuttora) il pensiero di veder letteralmente sparire il ramarro alla vigilia del centenario dalla nascita della società.

Le voci di manovre per trasferire la società a Treviso sono state confermate nei giorni scorsi. Dalla Marca è arrivata anche la soffiata di un incontro segreto fra re Mauro e otto imprenditori del Trevigiano, sollecitati da un noto e importante esponente politico veneto. Attenzione: potrebbe non trattarsi di un trasferimento temporaneo, ma di vera e propria acquisizione dei diritti sportivi insieme alla squadra stessa che non giocherebbe più con il nome e i colori del Pordenone, ma diventerebbe un club di Treviso.

Davanti a questo pericolo si sarebbe rimesso in moto Sergio Bolzonello, già regista insieme a Giampaolo Zuzzi e Gian Paolo Zanotel del salvataggio del Pordenone nel 2004 dopo la disgraziata gestione Mungari. Il consigliere regionale si starebbe dando da fare per favorire un secondo e ben più importante salvataggio attraverso l’intervento di imprenditori (forse proprio trevigiani) che affiancherebbero Mauro Lovisa sia nella gestione della società che nella realizzazione di un nuovo stadio con fondi privati nel comune di Pordenone.

“Il piano esiste ed è avviato – conferma Bolzonello -, ma non datemi ruoli che non ho. Oltre a tutto in questo progetto non c’è bisogno di prime donne, ma di una squadra composta da elementi che remino tutti nella stessa direzione. Ci stiamo lavorando insieme Mauro Lovisa, Giampaolo Zuzzi, i loro soci e il sottoscritto. Sta collaborando pure Alessandro Ciriani con il quale ci siamo sentiti più volte”.

Gli imprenditori interessati all’operazione non sarebbero né di Pordenone né della provincia. Del resto la risposta della Destra Tagliamento agli appelli di Lovisa e Zuzzi è sempre stata freddina. L’ultima conferma arriva dal progetto crowdfunding Pordenone 2020 lanciato dallo stesso Lovisa, ideato dal commercialista Alberto Rigotto e dall’avvocato Nadir Plasenzotti e realizzato in collaborazione con TheBestEquity che non sta dando i frutti sperati. Dei duemilioniduecentomila Euro che erano l’obiettivo da raggiungere non è stata raccolta nemmeno la metà (a ieri 1.047.900). Non solo: per ammissione dello stesso re Mauro 900 mila Euro sono stati sborsati direttamente dalla famiglia Lovisa e dagli attuali soci del Pordenone. Ovvio quindi che la “squadra” (come vuole definirla Bolzonello) si sia rivolta a imprenditori fuori dai confini provinciali. Le ultime indiscrezioni indurrebbero a un cauto ottimismo. I fili dell’operazione potranno essere tirati solo dopo la matematica conquista della serie B perché solo la serie B con ulteriori prospettive di crescita può essere appetibile. I prossimi due mesi saranno determinanti. Se l’operazione dovesse andare in porto e dare vita a concrete prospettive di un ulteriore crescita del Pordenone in uno stadio cittadino, allora anche il disagio del temporaneo esilio nella Sinistra Tagliamento potrebbe essere accettato con entusiasmo.