Pordenone-Fermana: I ramarri visti da Perosa

29.10.2018 09:26 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone-Fermana: I ramarri visti da Perosa

Fermana bestia nera dei ramarri. Come la scorsa stagione sono i canarini a fermare la corsa in testa del Pordenone.

Col Pordenone di Colucci fu uno 0-0 che diede inizio al periodo nero. Questa volta i gialloblu sono andati oltre espugnando il Bottecchia e interrompendo l’imbattibilità di Stefani e compagni.

A fermare la striscia vincente dei ramarri è stato Giandonato che ha trasformato alla mezzora della prima frazione un rigore concesso piuttosto generosamente dal signor Maranesi per un supposto fallo di Stefani su Comotto.

In precedenza (25’) il fischietto di Ciampino aveva pure annullato un gol al Pordenone. Nell’occasione sulla palla calciata dalla bandierina dal solito Burrai erano intervenuti insieme Comotto e Magnaghi. Maranesi ha visto una deviazione di mano di Simone, ha annullato e ammonito il giocatore. Altri invece hanno visto la mano di Comotto deviare la sfera alle spalle del suo stesso portiere. Comunque sia la Fermana si è dimostrata avversario ostico, capace di difendersi bene e oltranza. Con giocatori esperti nel perdere tempo. Un “calcio antico – l’ha definito Tesser a fine gara – che oggi non si vede più”.

Del resto in nove partite i gialloblu hanno incassato solo 4 gol e sono arrivati a un passo solo dalla capolista segnandone appena 7. Inutile il perdurante forcing dei neroverdi che ha prodotto solo una lunga serie di calci d’angolo (16 contro i 2 dei canarini). Nella ripresa la partita è diventata anche cattiva. Ne ha fatto le spese lo stesso Comotto uscito con il setto nasale rotto e trasportato al Civile di Pordenone.

CHI PIU’

BERTOLI – In una giornata in cui l’esperienza e le ore volo dei “vecchi” non hanno portato il risultato aspettato, la prima segnalazione nella colonna dei buoni va necessariamente riservata al bomber classe 2001, campione d’Italia con l’Under 17 neroverde. Pier Francesco anche in questa occasione è entrato il campo senza il minimo timore e ha dato subito una scossa alla manovra offensiva dei ramarri con il suo modo di attaccare lo spazio e un paio di conclusioni (una finita sul braccio di un difensore avversario) che avrebbero meritato più fortuna. Tutti sperano che Bertoli possa diventare il Cutrone neroverde.

BURRAI – Anche oggi il metronomo ha dettato i tempi della manovra neroverde ed ha prodotto la solita mole di cross (da fermo e non) verso l’area ospite. La gran parte di queste però è stata preda della difesa ospite. Ritorneranno tempi migliori. Al Bottecchia alla fine del match ne erano tutti convinti.

DE AGOSTINI – Anche Michele si è prodigato come al solito nel suo andirivieni sulla corsia mancina e pure lui ha spedito un buon numero di palloni verso i 16 metri gialloblu. Ha cercato anche il gol con un colpo di testa che ha mandato la palla di poco alta sopra la traversa. Con il renate gli era andata bene. Con la Fermana purtroppo no.

MAGNAGHI – Lo inseriamo nella lista dei buoni per cercare di dargli un po’ di fiducia. Ancora una volta Simone è stato particolarmente sfortunato. L’impegno comunque non gli fa mai difetto.

POPOLO NEROVERDE – Concludiamo inserendo fra le cose positive viste in un pomeriggio negativo i tifosi naoniani. Anche in occasione del match con la Fermana non hanno mai smesso di incitare i loro beniamini. Diverso l’apprezzamento per l’operato dell’arbitro che ha concesso alla Fermana ogni mezzo per far scorrere il cronometro senza subire danni.

CHI MENO

MARANESI – L’arbitro di Ciampino non ha saputo gestire la partita. Ha permesso ai fermani di perdere troppo tempo ed è apparso spesso incerto. Senza contare i danni procurati in occasione del gol annullato ai neroverdi.

CANDELLONE – Ci aveva abituato troppo bene. Dopo le prime quattro partite Leonardo però si è inceppato. Anche per lui l’impegno non manca, ma i numeri sono cambiati. Forza Leonardo!

SEMENZATO – Non è ancora quello che avevamo imparato a conoscere sotto la gestione Tedino. Troppe palle perse e scelte sbagliate.