Pordenone-Parma, Lovisa: "Chi piange gli assenti è un debole"

12.06.2017 10:28 di  Redazione TuttoPordenone   vedi letture
Fonte: Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa
Pordenone-Parma, Lovisa: "Chi piange gli assenti è un debole"

"Chi piange gli assenti è un debole”.

Mauro Lovisa non è uno che mette le mani avanti. Va dritto a testa bassa contro il muro: o ci sbatte la testa o lo sfonda. Negli ultimi anni (retrocessione poi rimediata dal ripescaggio a parte) di muri ne ha sfondati parecchi. Ora re Mauro prova ad abbattere anche quello che separa i suoi ramarri dalla serie B, categoria mai raggiunta dal Pordenone.

“Nutro grande stima per Berrettoni, Arma (infortunati, ndr) e Stefani (squalificato, ndr) che hanno disputato un'annata strepitosa, ma coloro che li sostituiranno avranno la nostra grande fiducia, perché siamo sicuri che saranno all'altezza".

Sulla strada del Pordenone verso la finale di sabato c’è il “predestinato” Parma, società che mezza Italia, e probabilmente gran parte delle istituzioni, vorrebbe rivedere presto in serie A.

“Non abbiamo nessuna intenzione di essere la vittima sacrificale – Lovisa affida il suo pensiero a Tuttolegapro - perché vogliamo anche noi andare in B. Venderemo cara la pelle: grande rispetto per la società gialloblù, la sua piazza e la sua storia, ma non abbiamo paura: nella stagione regolare il Parma ha fatto solo tre punti più di noi quindi siamo più o meno alla pari. Sarà – prevede re Mauro - una sfida di altissimo livello tra due squadre con visioni diverse che vogliono raggiungere lo stesso obiettivo”.

In realtà in campionato i ducali si sono imposti sia al Bottecchia (4-2) che al Tardini (3-2).

“Sicuramente – risponde Lovisa - dovremo fare meglio. In entrambe le occasioni riuscirono a rimontarci. Al Franchi dovremo essere più equilibrati, pur giocando per vincere perché questa è la nostra filosofia".

Negli spogliatoi di Cosenza, dopo gara due dei quarti, Lovisa aveva fatto ricorso alla celebre fiaba dei fratelli Grimm per spiegare la sua soddisfazione e il suo stato d’animo.

“E’ come una favola – aveva detto -: Cenerentola e le tre sorelle. Certamente fra le quattro società arrivate alle semifinali noi siamo quella con il budget decisamente più contenuto. Nel calcio però non sempre hanno la meglio i più ricchi. Quello che ha fatto l’Atalanta in serie A è estremamente indicativo”.

Alla vigilia della semifinale re Mauro alza il tiro.

“La storia non si cancella, sia chiaro – premette -. Ora però conta il campo, non il blasone".