Pordenone più forte di Perinetti. Tedino: "Il Venezia pensi ai casi suoi"
Al Bottecchia al termine di Pordenone-Maceratese (2-1) tutti si chiedevano se quello di De Agostini era veramente rigore o no?
La domanda correva di bocca in bocca una volta scampato il pericolo di restare imbrigliati dai marchigiani. Il penalty non ha influito sul risultato perché lo stesso Michele è andato a riagguantare la vittoria. Incuriosiva però il fatto che il primo rigore fischiato contro i ramarri fosse arrivato cinque giorni dopo le insinuazioni di Perinetti (ds del Venezia) sui 10 tiri dal dischetto concessi ai neroverdi e le 24 giornate immacolate trascorse.
“Sarà contento Perinetti – ha sibilato Bruno Tedino -, abituato a guardare in casa d’altri. Venezia è una grande società con una grande squadra. Però deve imparare a pensare solo ai fatti suoi”.
Clima perfetto per preparare il big match di sabato a Sant’Elena. Tedino torna alla Maceratese.
“La Rata – inizia – arrivava qui dopo un ottimo mese. Noi invece arrivavamo dalla sconfitta bruciante di Parma. Non era una situazione facile da gestire. I ragazzi sono stati meravigliosi. Felice per Michele. Meritava quel gol per quanto ha fatto nell’occasione e per quanto sta dando alla squadra con la sua esperienza e la sua personalità”.
E De Agostini che dice? Risolve tutto con una battuta e una dedica:
" Mi sono protetto il volto con il braccio e la palla mi ha colpito. Poco male, visto che poi l’ho messa dentro anch’io”.
Il successo recuperato ha messo decisamente di buon umore Michele che, dopo aver dedicato il gol a sua figlia Diletta che compiva 2 anni, ha voluto precisare:
“Non è il primo al Bottecchia. E’ il primo in neroverde. Avevo segnato – ricorda - anche quando giocavo nel Tricesimo in Promozione”.
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