Pordenone-Sambenedettese, I ramarri visti da Perosa
Rachid Arma come M'Baye Niang. Il maghrebino sbaglia il secondo rigore consecutivo. A Salò lo scorso turno l’errore non aveva condizionato il risultato perché Rachid aveva comunque realizzato una doppietta. Con la Sambenedettese sì.
Il penalty, se realizzato, avrebbe punito l’atteggiamento di una Samba estremamente rinunciataria, votata all’ostruzionismo per perdere tempo, correre meno pericoli possibili e portare a casa un risultato positivo. Tattica che sta diventando usuale per gli avversari dei ramarri, ormai unanimamente riconosciuti come gli avversari più accreditati per il Venezia che, pur fermato (3-3) al Sant’Elena da un’indomita Maceratese, mantiene la vetta a quota 39. Resta congelata l’assegnazione del platonico titolo d’inverno in attesa dell’esito del derby di domani sera (20.45) fra Reggiana (36) e Parma.
Vincendo i granata scavalcherebbero il Pordenone e affiancherebbero i lagunari in testa. Non è stata una gara facile per Stefani e compagni che si sono trovati sotto dopo appena 3’ minuti. Sorrentino è stato abilissimo ad approfittare di una difesa che stava ancora assestandosi.
Il centravanti ha tutto il tempo di cambiare piede e di trafiggere Tomei che non può fare nulla per evitare il gol. Il vantaggio consente ai marchigiani di accentuare la tattica difensiva e ostruzionistica. I ramarri impiegano una decina di minuti prima di riprendersi. Quando lo shock viene assorbito cominciano a martellare. Berrettoni pesca bene Misuraca che si aggiusta la sfera e scarica alle spalle di Aridità. E' l'1-1 che durerà sino alla fine.
TOMEI 6.5 – Matteo viene chiamato in causa due sole volte. In entrambe risponde con sicurezza.
SEMENZATO 6.5 – Vive il suo momento migliore a metà ripresa con un rasoterra che impegna Aridità e un assist per Misuraca, pure lui fermato dal portiere ospite. Per il resto ordinaria amministrazione.
STEFANI 6.5 – Entra in campo 4’ dopo il fischio d’inizio. Poi garantisce la solita sicurezza e nel finale si spinge in avanti per guidare i suoi anche con l’esempio.
INGEGNERI 6.5 – Segue sempre il capitano, anche quando quest’ultimo arriva in ritardo.
DE AGOSTINI 6.5 – Ancora una volta il più intraprendente fra i difensori in fase propositiva. In fase di contenimento soffre a volte Mancuso.
MISURACA 7.5 – Basterebbero il gol e il rigore per giustificare la valutazione. Gianvito però è in forma, contrasta, inventa, si propone e non molla dal primo all’ultimo minuto.
SUCIU 7 – Sergiu aveva già dimostrato nei match precedenti di essere in crescita. Oggi se la cava anche sostituendo Burrai nel ruolo di centrale.
BROH 7 – Jeremie è argento vivo. Garantisce velocità e anche fantasia.
MARTIGNAGO 6 – Troppo poco un quarto d’ora per incidere.
CATTANEO 6.5 – Veleno è sempre positivo, questa volta un po’ meno brillante e artista del solito.
BERRETTONI 7 – Arretra parecchio per aiutare Suciu a costruire. Quando parte in progressione o in slalom è difficile fermarlo senza commettere fallo.
ARMA 6 – E’ vero, come dice Tedino, che Rachid è preziosissimo anche quando non segna per il lavoro che fa, ma il capocannoniere del girone non può sbagliare due rigori di fila.
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