Presidente Bau', e un calcio malato
All'indomani delle dimissioni di Giacomini e relativo passaggio al Tamai, il neo presidente della Sacilese Calcio Francesco Bau' invia alla nostra redazione il seguente pensiero che riportiamo in integrale ed in allegato:
UN CALCIO “VIZIATO”
Il simbolo dell’ipocrisia? I calciatori non giocano per denaro dicono, mi interessa il progetto. La contesa è su un ipotetico contratto collettivo che non esiste nei dilettanti. Eppure non c'è atleta che non abbia un procuratore, un ufficio legale e un contratto preciso in ogni dettaglio. Stipendio, premi, bonus per lo sfruttamento dell'immagine, diritti. Tutto è precisato e pagato. Ben pagato. Come non dar ragione al presidente Beretta quando diceva degli scioperanti in mutande: hanno retribuzioni da amministratore delegato e vorrebbero diritti superiori a quelli degli operai della catena di montaggio. Eppure dicono che non sono i soldi il problema. A chi verrebbe in mente di andare dal proprio datore di lavoro e dire: questo lo paghi tu? Sai che pernacchie riceverebbe. I calciatori no. Questa classe “eletta”, persone che guadagnano in un anno quello che molti professionisti, artigiani e operai prendono forse in una vita, non si vergognano nemmeno un poco. Chiedono e minacciano. È una questione di giustizia, di decoro di dignità sportiva. Si immergano nella realtà di un cantiere di una fabbrica o di un panificio. Il gioco del calcio non è solo divertimento, non è soltanto l'argomento preferito di discussione per milioni di italiani. È una vera industria che muove risorse. Ma per noi nuova gestione della Sacilese Calcio dare cifre maggiori di un operaio, un artigiano, un professionista,sarebbe stato un pessimo segnale. Un precedente pericoloso. C'è un altro punto, più tecnico che alimenta la discussione: la possibilità o meno dei dirigenti di allontanare dal gruppo qualche atleta. Per il sindacato calciatori non si può isolare una persona dai compagni e farlo allenare separatamente. Ma quanto sono sensibili questi signorini. Si fanno fare dei contratti, se poi non rendono per quello che sono pagati, non fanno sconti. I soldi li vogliono tutti anche se la domenica vanno alla stadio, ma in tribuna. E se invece rendono di più ecco arrivare i procuratori per reclamare una revisione del contratto, e spesso le società devono cedere. Non hanno difese, nemmeno quello di mettere «fuori rosa». Diritti a senso unico. Solo per loro. Per i più ricchi dipendenti del mondo dalla redditività pari a zero. Altro che attaccati alla maglia come ripetono con retorica. Sono attaccati solo allo stipendio. I ragazzi viziati dovrebbero lavorare. Gli farebbe bene. Per fortuna ci sono i bambini e giovani, il lato “SANO” del calcio, è li’ che investiremo le nostre risorse maggiori umane e finanziarie. Concludo con una citazione:
Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini.
(Dietrich Bonhoeffer)
……e non parlava “solo” di calcio
Il Presidente della Sacilese Calcio
Francesco Bau’
