Questione Stadio: La “querelle” vecchio-nuovo impianto raccoglie ulteriori indiscrezioni
Se il Frosinone è andato in serie A, perché il Pordenone non potrebbe arrivare (almeno) alla serie B?
Risposte dal punto di vista tecnico se ne sentono ad ogni angolo. Dalla ciociaria, intanto, arriva anche una “lezione” per quanto riguarda la questione stadio nuovo.
MORBUS - La “malattia” del Bottecchia ha fatto tornare a galla la questione stadio. Si tenga conto che la patologia non è di quelle mortali, nel senso che con i problemi emersi e certificati ci si può convivere. La “querelle” vecchio – nuovo impianto, comunque, raccoglie ulteriori voci e indiscrezioni.
MATER TERRAE – Trovare dove farlo, il nuovo stadio o cittadella dello sport in senso più ampio, sembra il problema minore. Recentemente è emersa in via ufficiosa anche la disponibilità di una famiglia di notabili pordenonesi, che concederebbe una decina di ettari di proprietà a condizioni vantaggiose. Purché il “nobile” scopo sia ottenuto. Da parte dell’amministrazione comunale, l’impegno ad esporsi per questo argomento arriverebbe dopo che – davanti a sindaco e assessore allo sport – si sedessero in carne e ossa attorno ad un tavolo gli imprenditori privati disposti ad investire nella struttura. Il presidente del Pordenone calcio, Mauro Lovisa, sarebbe il capofila. Ma la fila, pur poco lunga, ci dovrebbe essere. Qualora fosse chiara la disponibilità del gruppo di sponsor privati che si impegnano nella costruzione, anche da parte pubblica si procederebbe con solerzia.
TEMPUS FUGIT – Fosse tutto ok, pronti via stamattina, è realistico pensare che l’inaugurazione potrebbe avvenire non prima di 4 anni. Una domanda che si fanno in Comune, come per la strada, è anche quella che ne sarà del Pordenone calcio all’epoca. Imprenditori privati e amministrazioni pubbliche hanno bisogno di queste risposte per un “business plan” adeguato, congruo e sicuro.
CIOCIARIA DOCET – A Frosinone da oltre tre anni stanno costruendo uno stadio da 16 mila posti, riversando risorse per una ventina di milioni. Tra l’altro, con una decina di “sky box” da affittare a privati, aziende o sponsor. La “messa a nuovo” mira ad un impianto fruibile anche nei giorni senza partite, contornato da pista ciclabile e da jogging, dato in concessione per trent’anni. Copertura modulare e seggiolini colorati lo fanno somigliare, in piccolo, al Friuli di Udine. I parcheggi sono stati in parte realizzati nell’area dell’adiacente palazzetto, considerando 3 mila posti auto dislocati nelle zone limitrofe e 16 posti pullman. Il completamento delle opere da realizzare sarebbe previsto per fine di questo mese.
