Ramarri ancora in testa dopo il blitz (3-1) del Padova a Venezia; Tedino: "Primi o secondi adesso non è importante"
Il Pordenone resta in testa alla classifica insieme alla Reggiana a quota 30 grazie al successo a Venezia (29) del Padova (3-1, autogol di De Risio, reti di Dettori, Russo su rigore e di Neto Pereira).
Biancoscudati raggiungono così Sambenedettese e Gubbio a quota 28. Ben sei squadre nello spazio di 2 punti. La lotta per la promozione si fa sempre pù interessante.
“Primi o secondi a questo punto della stagione non vuol dire nulla – Bruno Tedino non è nemmeno andato a Sant’Elena a vedersi la madre di tutte le partite del girone B -. Io di solito comincio a guardare la classifica comincio a guardare la classifica in marzo se non addirittura in aprile”.
Adesso però, dopo due partite relativamente facili con Modena e Fano, i ramarri saranno attesi da un mese piuttosto impegnativo: domenica (14.30) a Padova, mercoledì 7 dicembre (18.30) al Bottecchia con l’Albinoleffe, domenica 11 (14.30) a Salò, sette giorni dopo ancora in casa con la Sambenedettese e infine venerdì 23 (14.30) a Gubbio. Quanti punti bisognerà fare per restare nel giro delle primissime?
“Non ho mai fatto tabelle – blocca subito Bruno -, né mi metterò a farle ora. Tanto per farvi capire io avevo più paura del Fano che della Sambenedettese. Peri il modo in cui giocano i ragazzi di Cusatis e per il fatto che venivamo dal posticipo serale di lunedì a Modena e abbiamo avuto poco tempo per recupera la fatica. Solo giovedì – racconta Tedino – abbiamo ritrovato l’intensità di sempre”.
Handicap, quello dei minori tempi di recupero, che domenica avrà il Padova, mentre il Pordenone potrà lavorare secondo il programma usuale.
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